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D'Alema andrà alle Camere a chiedere la fiducia

Data: 18/04/2000 - Ora: 11:04
Categoria: Politica

Massimo D'Alema è salito al Quirinale per rassegnare le sue dimissioni, dopo il risultato negativo delle elezioni. Il capo dello Stato le ha però respinte, rinviando la questione alle Camere; così D'Alema è subito andato da Luciano Violante, e poi da Nicola Mancino, per discutere degli sviluppi parlamentari della crisi. Adesso infatti l'esecutivo dovrà chiedere la fiducia ai due rami del Parlamento (si comincerà dal Senato, porobabilmente mercoledì o giovedì): passaggio dall'esito non scontato, visto il malcontento dei socialisti di Enrico Boselli e in generale dello schieramento proporzionalista della maggioranza. Il 21 maggio, ricordiamolo, si voterà per i referendum, compresi quelli elettorali. (MN)

E non a caso, nel discorso pronunciato davanti a microfoni e telecamere al termine del colloquio con Ciampi, D'Alema ha detto che la fine anticipata della legislatura, con lo scioglimento delle Camere e le elezioni, sarebbe "un grave errore", perché metterebbe a repentaglio lo svolgimento dei referendum. Quindi, anche se con tutta probabilità il presidente del Consiglio davanti a deputati e senatori non si schiererà apertamente per la soluzione maggioritaria al quesito referendario, il suo aver già sottolineato, oggi, l'importanza della consultazione, potrebbe avere conseguenze sul voto degli alleati proporzionalisti. A cominciare da Enrico Boselli, che sempre oggi ha espresso molte perplessità sulla tenuta dell'esecutivo. Ma vediamo un po' meglio quali sono state le parole del capo del governo. "Ho ritenuto giusto - ha detto - per un atto di sensibilità politica, non certo per dovere istituzionale, prendere atto del successo delle opposizioni che avevano chiesto fin dal primo momento le dimissioni del governo". E ancora: "Ritengo giusto portare in Parlamento questo confronto. Credo che sarebbe un grave errore lo scioglimento anticipato delle Camere: è stato già fissato un referendum, ammesso dalla Corte Costtuzionale, che tocca la legge elettorale. Credo che sia dovere del Parlamento approvare una legge elettorale che dia al Paese la stabilità. Porterò queste considerazioni in Parlamento, affinchè ciascuno si assume le sue responsabilità". Vedremo. Nel frattempo, questa mattina alle 9, si riuniranno le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato.
Per decidere i tempi del doppio passaggio parlamentare del governo.

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