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D'Alema-Blair/ Il premier italiano ricuce sull'Iraq

Data: 08/01/1999 - Ora: 09:56
Categoria: Politica

Il presidente del Consiglio D'Alema ha scritto al collega britannico il 4 gennaio, al ritorno dalle vacanze di capodanno passate a New York. La lettera recapitata a Downing Street è molto dura nei confronti di Saddam Hussein mentre i toni con Blair sono assai diversi da quelli adoperati da D'Alema - ed anche dal ministro degli Esteri, Lamberto Dini - per prendere le distanze dalla partecipazione attiva della Gran Bretagna all'operazione "Volpe del Deserto". Allora il governo rimproverò senza mezzi termini a Londra di aver scelto di "stare con gli Stati Uniti e non con l'Europa" e di aver indebolito in un sol colpo la coesione dell'Unione Europea e l'autorità del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Di queste accuse nella lettera di D'Alema a Blair non c'è traccia, c'è invece un giudizio senza appello sul Raìs di Bagdad: "La nostra condanna del regime iracheno è ferma ed assoluta così come è profonda in noi la consapevolezza del pericolo che i comportamenti di Saddam Hussein costituiscono per gli equilibri nell'area e per la pace nel suo complesso". E per D'Alema l'obiettivo resta quello di convincere Saddam "a collaborare con la comunità internazionale". (MN)

La chiara presa di distanza dall'attacco militare esposta a Montecitorio, riga dopo riga, sfuma. Resta solo l'affermazione chiara dell'urgenza dei problemi umanitari: "I problemi del popolo iracheno sono rimasti gli stessi, anzi si sono acuiti come si è acuita la sensazione di trovarsi di fronte ad un mondo pregiudizialmente ostile". Da qui la proposta avanzata da D'Alema a Blair alla fine della lettera: riflettere "sui meccanismi di monitoraggio e di verifica delle armi di distruzione di massa in una nuova strategia complessiva di rapporti con l'Iraq" in sintonia "con il proposito manifestato dai ministri degli Esteri britannico, Robin Cook, e tedesco, Joshka Fischer, nel loro incontro di Londra di impegnare l'Unione Europea in un'azione per fronteggiare le esigenze umanitarie in Iraq attraverso una nuova campagna per l'invio dei medicinali".
La questione degli aiuti umanitari alla popolazione irachena sarà al centro di una riunione ad hoc all'Onu il prossimo 19 gennaio. Per l'Italia sarà presente il sottosegretario agli Esteri per il Medio Oriente, Valentino Martelli, che ha già richiesto alle autorità di Bagdad di far conoscere quali progetti alimentari o sanitari ritengono più urgenti finanziare con i fondi garantiti dalla risoluzione "Petrolio in cambio di cibo".

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