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Data: 08/03/2000 - Ora: 15:13
Categoria:
Cronaca
Assieme agli sbarchi, sono tornati anche gli arresti: quattro persone sono finite in manette con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Nel Leccese, in località Marina di Andrano, a poca distanza da Tricase, la Guardia di finanza ha catturato un albanese di 46 anni che era alla guida di un gommone sul quale avevano viaggiato 24 suoi connazionali: l'uomo aveva con sé circa due milioni di lire, 6 mila lek e 40 dollari. Altre tre persone sono state arrestate: si tratta di "tassisti", tutti salentini, che alla guida di tre auto stavano aspettando i clandestini subito dopo lo sbarco nelle pinete che nascondono le dune sulle spiagge della zona.
Secondo fonti della Guardia costiera lo sbarco di oggi è il segnale della ripresa degli arrivi: "Quasi sempre, in questo periodo, tornano i clandestini - spiega una fonte della capitaneria - perché la prima variabile che regola gli sbarchi è proprio quella del tempo".
Sulle spiagge del Salento sono state rintracciate circa 250 persone. Un flusso iniziato nella notte e proseguito per tutta la mattinata. Molte le donne, moltissimi i bambini, oltre la metà degli arrivati. Albanesi, ma soprattutto iracheni di etnìa curda. Oltre 50 persone, invece, hanno preferito le spiagge del nord della Puglia, quelle del Gargano: segno che la flottiglia dei trafficanti di clandestini si sta organizzando non solo nel porto di Valona, tradizionale capitale dell'immigrazione clandestina che parte dall'Albania, ma anche da Scutari e Durazzo. Quando i gommoni partono da questi due porti, la rotta seguita solitamente non è quella del canale d'Otranto, ma quella che punta su Bari o sul Gargano.
Ma la forze dell'ordine sono in allerta anche per un altro fenomeno: le partenze dal Montenegro, anche se la pressione sul contrabbando di sigarette costringerebbe i trafficanti a tenere i loro gommoni e gli scafi ben ormeggiati nelle spiaggette a ridosso del porto di Bar, poche miglia in linea d'aria da Bari.
I 300 di oggi sono i primi clandestini giunti in Puglia dopo la pausa invernale. La Guardia costiera sta pensando a un rafforzamento della vigilanza per ora affidata alla quinta squadriglia dislocata nel mare albanese con un numero di motovedette che varia dalle nove alle quattordici. Tra Brindisi e Otranto, invece, è stata dislocata la prima squadrigla, esistente dal '97, composta da 6 motovedette, 6 unità d'altura. Le operazioni cono coordinate dalla direzione marittima di Bari, comandata dall'ammiraglio Nicola Romito. Bari, secondo la convenzione di Amburgo, è un Mrsc (Maritime rescue sub centre), ovvero un sottocentro di ricerca marittima con competenza su tutta la Puglia.
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