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Celebrata presso la Regione Puglia la convenzione Onu sui minori

Data: 21/11/2000 - Ora: 13:24
Categoria: Cronaca

Undici milioni di bambini muoiono ogni anno nel mondo per cause evitabili, 130 milioni non frequentano la scuola, 250 milioni sono sfruttati nel mercato del lavoro, 300 mila sono arruolati come soldati. Questo per i Paesi meno sviluppati - e si tratta di dati certamente incompleti, per difetto - ma anche in quelli più ricchi i diritti dei minori non vengono sufficientemente garantiti e promossi. È il parere dell’Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia. L’organizzazione internazionale provvede per mandato Onu a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia del 20 novembre 1989.

Nell’undicesimo anniversario dell’approvazione dell’importante documento, il presidente della Regione, Raffaele Fitto, ha voluto promuovere in Puglia una giornata di riflessione sui problemi dei minori, invitando nell’Aula del Consiglio regionale politici e amministratori locali, magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine, operatori di tutti i settori e associazioni di volontariato, per un momento "non di semplice celebrazione - ha detto - ma soprattutto di confronto su un problema al centro dei pensieri di tutti". Fitto ha ricordato la legge regionale n.10/1999 che prevede interventi in favore dell’infanzia e dell’adolescenza, "uno strumento destinato a dare concreto avvio ad un processo che pone al centro dell’attenzione politico-istituzionale i diritti e la qualità della vita dei cittadini, dalla nascita alla maggiore età". "La tutela di tali diritti è la soglia minima per rinnovare un’autentica comunità. La Regione Puglia sosterrà quanti sono impegnati in questo campo, con ogni utile azione". Erano le premesse e sono gli impegni del presidente, che ha avviato un dibattito operativo sulla condizione minorile in Puglia, con il contributo dei presidenti dei tre tribunali pugliesi per i minori. I dati degli uffici giudiziari evidenziano una condizione minorile di "rilevante disagio e spesso di devianza", ha rilevato Franco Occhiogrosso (Bari). A giugno ’98, erano ancora 1174 i minorenni pugliesi collocati in istituti assistenziali; 383 quelli impiegati irregolarmente nel lavoro. Tra luglio ’99 e giugno 2000, nelle sole province di Bari e Foggia sono stati 4707 i provvedimenti civili che hanno riguardato minori. 718 interventi giudiziari hanno riguardato ragazzi stranieri non accompagnati. La situazione nel leccese, a detta del presidente Maria Rita Verardo, non presenta "casi drammatici, ma allarmanti fenomeni di aggressività e di violenza, che richiedono "una presenza dello Stato più rassicurante, anche per gli adulti". A Taranto, dove il Tribunale è attivo dal 1994, le azioni nei confronti della malavita organizzata hanno ridotto i fenomeni anche per i minori, ha notato il presidente Antonio Morelli sollecitando il coinvolgimento di tutte le componenti positive della società in una manifestazione di democrazia matura: "un patto reciproco amministratori-operatori per avvicinare i giovani alla politica delle idee e del pensiero". Due le richieste operative di Occhiogrosso, che ha condiviso la proposta di Fitto di fare del 20 novembre una scadenza fissa di riflessione sulla condizione dei minori e ha sollecitato l’attivazione del centro regionale di documentazione previsto dalla legge regionale n. 10/1999. Il rappresentante dell’Unicef, Reno Sacquegna ha sottolineato la convergenza di intenti sulla necessità di portare avanti un "progetto di servizio per le giovani generazioni". D’accordo con la dott.ssa Verardo per la "qualificazione, la specializzazione e il coordinamento dei diversi servizi che operano sul territorio, secondo una ‘cultura di rete’ degli interventi", si è detto favorevole al coinvolgimento del volontariato. Rivolgendosi alla Regione Puglia, ha poi auspicato l’attenzione agli "interessi superiori dei minori" nei programmi di sviluppo e nel nuovo Statuto, con altre leggi che diano avvio non solo a servizi ma anche a strutturi per l’infanzia. L’impegno è stato raccolto dal presidente della Regione che ha ricordato "il carattere ‘costituente’ dell’attuale legislatura, nel corso della quale si dovrà procedere alla revisione dello Statuto regionale". Nel fare il punto dei risultati del convegno, Fitto ha sottolineato la generale adesione "al nuovo percorso che ci siamo dati e dal quale sta nascendo una metodologia nuova. Ora, peraltro, ci sono stati forniti più dati sui quali riflettere con attenzione, per un’azione concreta. "Più prevenzione che repressione - ha concluso - mi sembra importante cogliere anche quest’altra sostanziale convergenza". (fl)

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