Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.


Home Page

Caso Marta Russo/ Si apre una pista mafiosa

Data: 23/02/1999 - Ora: 16:38
Categoria: Politica

Al nuovo processo Marta Russo, potrebbe essere chiamata a testimoniare una ragazza messinese che già dal luglio '97 affermava di essere il presunto bersaglio designato dagli assassini di Marta. La giovane, studentessa in legge alla Sapienza di Roma, è fisicamente molto simile alla vittima, e ritiene che quell'omicidio sia una vendetta trasversale nei confronti del padre, un imprenditore che aveva rapporti con una cosca mafiosa e che attualmente collabora con la giustizia. La ragazza lo scorso anno si era rivolta agli inquirenti che per diversi motivi avevano scelto di non seguire questa pista ma lo scorso Natale e' stata nuovamente ascoltata dal procuratore Petralia e probabilmente testimonierà al processo. (VV/MN)    

Nell'infinito giallo incominciato la mattina del 7 maggio 1997 alla Sapienza di Roma, si apre una probabile pista mafiosa.
Una ragazza messinese fisicamente molto simile a Marta Russo sostiene di essere il bersaglio di quel colpo sparato nel viale dell' Universita'. La giovane, studentessa in legge, e' la figlia di un imprenditore che in passato aveva avuto rapporti con una cosca catanese e che poi aveva scelto di collaborare con la giustizia testimoniando contro di essa. Secondo la ragazza si sarebbe trattato di una vendetta trasversale da parte dei mafiosi che piu' volte avevano minacciato la famiglia nonostante fosse sottoposta al servizio di protezione. La testimone gia' nel luglio '97 aveva inoltrato la prima denuncia, si era rivolta alla polizia giudiziaria e ai pubblici ministeri che si occuparono del caso Ormanni e Lasperanza, ma gli inquirenti scartarono questa pista. Non soddisfatta, nello scorso dicembre, ha chiesto di parlare con un magistrato della Direzione nazionale antimafia ed e' stata interrogata dal sostituto procuratore Carmelo Petralia. Quest'ultimo, dopo averla ascoltata un paio di volte ha sottolineato la mancanza di elementi nuovi rispetto alla ricostruzione precedente. I magistrati avevano abbandonato la pista mafiosa perche' la giovane sosia al momento dello sparo era lontana dal vialetto e non aveva intenzione di passarci.
Inoltre, lo scetticismo degli investigatori e dei magistrati riguarda anche la dinamica dell'omicidio, (molto lontana da quelle di stampo mafioso) e lo stato psicologico della testimone particolarmente suggestionata dal caso e dalle paure dovute alla sua situazione personale. Nonostante cio', in virtu' di questa nuova deposizione, la ragazza potrebbe essere chiamata a testimoniare al processo. Intanto il padre di Guiovanni Scattone afferma :"Per noi non cambia nulla, mio figlio e' innocente ed ha gia' trascorso 18 mesi in carcere e due agli arresti domicilari".(Volante Valentina)oniera' al processo.(Volante Valentina)

Invia commento

Commenti su questo articolo

Documenti

Link

Risorse correlate

Ultimi video della categoria

Ultime notizie della categoria

BitMeeting - Organizza le tue riunioni quaificate on-line

BitMeeting - Organizza le tue riunioni quaificate on-line

Banner AIL Salento

Banner AIL Salento

CARLA E ANNACHIARA QUARTA

CARLA E ANNACHIARA QUARTA
Torna a inizio pagina
RECAPITI E INFO

Sede amministrativa:
Via 95° Rgt. Fanteria, 70
73100 Lecce
Tel. 0832 34 40 41
Fax 0832 34 02 28 

info@sudnews.tv

Privacy Policy
Cookie Policy

SUDNEWS

Editore: ClioCom
Testata giornalistica
Reg. Tribunale di Lecce
31 Agosto 1995 n. 617

ClioCom © 2025
Clio S.r.l. Lecce
Tutti i diritti riservati