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Data: 22/02/1999 - Ora: 15:46
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Cronaca
Un rogo annunciato al telefono. Il secondo incendio in tre mesi alla Reggia di Caserta è stato preceduto da quattro telefonate, tra le 12,40 e le 14.25 di sabato pomeriggio, che preannunciano il nuovo attentato al Comando provinciale dei Carabinieri. Una voce maschile, abbastanza decisa, avvertiva il carabiniere di turno che la Reggia stava nuovamente andando in fumo. Dopo il primo incendio, si è pensato ad un mitomane; ma l'allerta scatta comunque dal comando dell'Arma e a quello della scuola Aeronautica, che occupa oltre il 60 per cento della superficie del piano rialzato della struttura vanvitelliana prospiciente i giardini della "Flora". Il comandante generale della scuola dell'Aeronautica, Alessio Santicchi, ha confermato che "così avvertiti, abbiamo rafforzato la sorveglianza istituita dopo l'altro incendio, il 4 novembre". Ma l'immediata presenza dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco non è bastata a scongiurare il rogo (anche se i danni materiali sono un paio di materassi distrutti, fumo sulle pareti già annerite, qualche infiltrazione d'acqua). Ma il dramma impaurisce i cittadini casertani, nonché le forze politiche presenti sul territorio. Il piromane "incallito" è riuscito a dar fuoco alle micce di una insofferenza che covava da tempo tra le due amministrazioni (Soprintendenza e Comando militare) costrette a convivere, ma che adesso rischia di degenerare in accuse neanche troppo velate. Intanto l'inchiesta sull'incendio precedente, quello del 4 novembre scorso, appena archiviata, è stata ieri precipitosamente riaperta. Ma dalla riunione svoltasi ieri in Prefettura, presieduta dal Prefetto di Caserta, Goffedro Sottile, è emerso che bisogna garantire maggiore sicurezza. Anche il Ministro ai Beni culturali, Melandri, e quello dell'Interno, Jervolino, invocano una maggiore sicurezza della struttura dell'architetto Luigi Vanvitelli. Le ipotesi sono molteplici e gli interventi degli esponenti della politica casertana sono svariati. Sull'ipotesi che la corrente culturale vorrebbe sfrattare l'Aeronautica dalla Reggia potrebbe essersi innestata anche la camorra locale che ancora domina la zona circostante. Dell'ipotesi se ne fa portavoce il senatore Lorenzo Diana, dei Democratici di Sinistra e segretario della Commissione antimafia, che dichiara che "non sarebbe la prima volta che la criminalità organizzata colpisce un obiettivo per distrarre lo Stato da altri compiti". Basta ricordare che all'inizio dell'anno, i parlamentari casertani, di fronte alla forte ed incessante strage dei delitti in una delle province con il tasso di malavita più alto del Paese, chiesero al Ministro dell'Interno misure eccezionali per il ripristino della legalità. (Gabriella Cuoco)
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