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Data: 08/07/1998 - Ora: 10:29
Categoria:
Cronaca
Il Consiglio della
Regione
Calabria,
ieri, nel pomeriggio ha esaminato il problema degli
incendi boschivi scoppiati nei giorni scorsi in varie zone
della Calabria rilevando (Caporale di
An)
l'inadeguatezza ed i ritardi che hanno caratterizzato gli
interventi della
Protezione
civile nazionale, intervenuta
soltanto 30 ore dopo la prima richiesta'' e invitando
"l'autorità giudiziaria ad accertare se gli incendi abbiano
avuto origine dolosa''. L'assessore alla Forestazione,
Nicodemo Filippelli, su sollecitazione di Rosa Tavella, ha
svolto un'informativa su quanto avvenuto nei giorni 2, 3 e 4
luglio. Gli incendi, secondo quanto ha riferito Filippelli,
sono stati duecentocinquantuno in cinquantasette Comuni ed
''hanno avuto origine - ha detto l'assessore - soprattutto
dai centri abitati piuttosto che dai boschi. La Regione ha
mobilitato duemila operai forestali ed ottantaquattro punti di
vedetta, ma l'intervento degli aerei, di competenza dello
Stato, sollecitato sin dalla mattina del 3 luglio, è giunto
con notevolissimo ritardo''. (FM)''La Protezione civile - ha riferito Filippelli durante la discussione sugli incendi boschivi della regione - ci ha risposto che quattro aerei erano in riparazione e quattro erano già impegnati in Sicilia e Sardegna. Fin dal 30 marzo, però, in occasione di un incontro al Dipartimento per la Protezione civile, si era sollecitato la messa a nostra disposizione di due elicotteri e di tre Canadair''. Filippelli ha anche detto che le squadre antincendio della Regione sono in funzione dal 24 giugno e che l'intervento dei vigili del fuoco era d'obbligo, tenuto conto che gli incendi riguardavano i centri abitati. Un'altra accusa rivolta da Filippelli al Ministero dell'Interno riguarda la mancata autorizzazione all' assunzione degli avventizi. In dieci anni, ha riferito ancora l'assessore alla Forestazione, gli incendi hanno distrutto in Calabria ben centoquindicimila ettari.
Il consigliere Giuseppe Bova, segretario regionale dei Democratici di sinistra, partendo da quello che ha definito il ''disastro ambientale dei giorni scorsi'', ha tracciato un panorama della situazione calabrese che, a suo giudizio'', è catastrofico da tutti i punti di vista e fa vergognare i calabresi agli occhi dell'intero Paese. Questa situazione tragica - ha aggiunto Bova - è determinata da tanti fattori: in primo luogo il sequestro e la prigionia della signora Sgarella e le dimissioni del dott. Boemi da coordinatore della Dda di Reggio Calabria. La Calabria appare come una povera regione, senza costrutto e con persone, nei vari ruoli di responsabilità istituzionale e non, che non esprimono nè capacità, nè dignità, nè orgoglio''. Per Bova, inoltre, ''la crisi del Polo per le libertà si protrae senza sbocchi e provoca un disastro istituzionale e democratico senza precedenti. Occorre allora un segnale immediato, inedito ed inequivocabile che non può essere che quello delle elezioni anticipate, con un impegno dei consiglieri a renderle praticabili''. Il segretario dei Ds ha quindi rivolto un appello al presidente della Giunta, Nisticò, ''perchè aderisca ala richiesta di scioglimento del Consiglio e di elezioni anticipate per dimostrare così che la Calabria vuole dare il segnale di uno scatto di civiltà che la faccia uscire dall'attuale stato di disordine e di impraticabilità democratica''.
Bova ha indicato anche una data per le possibili elezioni anticipate: il 31 marzo 1999. E ha aggiunto che ''nel frattempo si possono avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio''. Bova, insieme ad altri quattordici consiglieri del centro-sinistra e di Rifondazione, ha sottoscritto un documento col quale si chiede l'elezione di una Giunta che governi la Regione fino allo scioglimento del Consiglio ed alle elezioni anticipate.
Favorevole allo scioglimento si e' detta Rosa Tavella, di Rifondazione comunista, mentre il presidente dimissionario della Giunta, Nisticò, ha ribadito la propria indisponibilità a presiedere altri esecutivi. ''Le colpe di questa situazione - ha detto Nisticò - ricadono su una legge elettorale non adeguata''. L'intervento di Pasqualino Perfetti, capogruppo dei Cattolici democratici riformisti, è stato molto critico, in particolare, nei confronti del presidente del Consiglio, Giuseppe Scopelliti. Perfetti, in particolare, ha ricordato di avere inviato di recente una lettera a Scopelliti per denunziare la ''caduta verticale dell'assemblea'', mentre lo stesso presidente, ha aggiunto'', continua ad invitarci alle solite e squallide riunioni dei capigruppo. Lei - ha aggiunto Perfetti rivolto a Scopelliti - è il garante dei consiglieri e dovrebbe sentire il dovere di mettere fine a questa tragica commedia che si consuma sulla pelle dei calabresi''. Secondo il capogruppo del Cdr ''la via indicata da Bova è percorribile. Sarà mia cura - ha aggiunto - sottoporla al giudizio del mio gruppo''. Il capogruppo dei democratici di sinistra, Nicola Adamo, ha sollecitato tutti i consiglieri ''a fissare tempi brevissimi per i vari passaggi che sono indispensabili per la soluzione della crisi''.
Dima, di An, ha chiesto a Perfetti una ''maggiore chiarezza'' ed ha contestato a Nisticò ''la mancanza di confronto all'interno della maggioranza''. Per Tripodi, di Rifondazione comunista, ''l' unica soluzione praticabile è lo scioglimento del Consiglio''. In replica a Perfetti, ''sul piano personale e politico'', è intervenuto il presidente Scopelliti. ''Fino a quando - ha detto - gli attacchi all'istituzione sono portati dall'esterno, abbiamo il dovere di accettarli, ma quando vengono dal nostro interno dobbiamo respingerli soprattutto se non possiamo attribuirci alcuna responsabilità". Scopelliti, in relazione soprattutto a quanto aveva dichiarato Bova, ha accusato il Governo centrale ''di lasciare sola la Calabria a combattere contro i sequestri di persona, a lottare contro gli incendi ed a tentare di attenuare la solitudine dei pubblici ministeri''. Il Presidente del Consiglio non ha risparmiato critiche neppure a Nisticò. ''Io non vivo - ha detto - nè a Roma, nè a Londra. Ho scelto di vivere in Calabria. Non sono un cattedratico, ma avrei preteso da lei - ha detto Scopelliti rivolto a Nisticò - che rispondesse alle accuse di mancanza di dignità, di orgoglio e di decoro rivolte da Bova alla Giunta da lei presieduta''.
Dopo l' intervento di Scopelliti, c'è stata una breve pausa. Alla ripresa dei lavori si è deciso di non votare nessuno dei due ordini del giorno presentati sul problema degli incendi boschivi dai gruppi del centro-destra e da Rifondazione comunista. Il Consiglio ha poi deciso di tornare a riunirsi il 15 luglio.
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