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Bosnia/ Presentata la mappa della cooperazione italiana

Data: 21/10/1998 - Ora: 10:33
Categoria: Politica

E' stata presentata oggi a Roma la mappa degli interventi di cooperazione decentrata italiana attraverso 29 comitati locali in 22 municipi della Bosnia Erzegovina su un totale di 1.400.000 abitanti. ''Il progetto Atlante -ha detto Larry De Boice, della divisione emergenza dell'Undp-, che ha appoggiato la cooperazione decentrata europea in Bosnia, prende il nome dal suo fine ultimo, e cioè la realizzazione dall'atlante dei comuni della Bosnia interessati a rapporti stabili con comuni di altri Paesi. E' un'attività pilota che dimostra come gli Enti locali e la società civile italiana, in collaborazione con gli organismi internazionali delle Nazioni Unite, siano riusciti a riavviare, insieme ai partners locali, la crescita economica, sociale e sanitaria in Bosnia, basi della riconciliazione". (MN)

Per cooperazione decentrata si intende il contatto tra comunita' locali dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi industrializzati nell'ambito di programmi quadro. La cooperazione decentrata italiana ha mobilitato per la Bosnia le risorse di 164 comuni, 7 regioni, 10 provincie e circa 120 associazioni. Il progetto Atlante e' stato finanziato dal governo italiano con 1.040mila milioni di dollari ripartiti in un finanziamento di 700mila dollari per gli interventi del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e dell'Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi ai progetti; di 240mila dollari per il progetto Salute e sviluppo umano dell'Organizzazione mondiale della Sanità e un contributo di 100mila dollari al Decennio per la riduzione dei disastri naturali delle Nazioni Unite. 5.940mila dollari sono stati messi a disposizione delle Nazioni Unite da Italia, Regno Unito e Svezia. Gli enti locali e la società civile italiani hanno contribuito ad Atlante con ben 2.700mila dollari. Le attivita' decentrate hanno dato molti risultati tangibili. Il supporto all'economia e all'occupazione ha portato alla creazione di un Agenzia per lo sviluppo economico del cantone della Bosnia centrale, 3 centri municipali per lo sviluppo dell'imprenditoria, un fondo per lo sviluppo agricolo e un'agenzia di consulenze tecniche, legali e di mercato. Sono stati riattivati 27 tra asili e scuole, fornita dotazione scolastica per 16mila studenti e formazione per 450 operatori. Sono stati risistemati 3 sistemi per la raccolta dei rifiuti, 2 acquedotti, 32 strutture socio-sanitarie per un utenza di circa 350.000 persone, e si sono allacciati legami stabili con 14 aziende sanitarie italiane. Resta pero' il problema dei profughi: 1.800mila bosniaci sono ancora in cerca di una dimora definitiva.
595mila si sono rifugiati in ex-Jugoslavia, 254mila fuori dalla regione e 945mila sono sfollati interni. Al momento solo 10mila persone sono tornate in zone dove vivono come minoranze. Nei centri di raccolta vivono ancora circa 60mila persone.

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