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Beni culturali/ In sciopero 24 mila dipendenti del ministero

Data: 17/02/1999 - Ora: 15:20
Categoria: Cultura

Stato di agitazione dei 24mila dipendenti del Ministero dei Beni e delle Attivita' culturali. Nei prossimi giorni si svolgeranno assemblee nei luoghi di lavoro -organizzate dai rappresentanti di settore di Cgil, Cisl ed Uil- per discutere sulla ''vertenza con il Ministro Melandri che dal momento del suo insediamento -sottolinea Gianfranco Cerasoli della Uil- non ha ancora dato alcuna risposta'' alle richieste dei dipendenti. Gli scioperi in programma: domenica prossima, 21 febbraio, nella Galleria degli Uffizi di Firenze e nella Pinacoteca di Brera, a Milano. E se a Roma non si ride a Enna si piange: Piazza Armerina la "più bella villa romana del mondo" sta scomparendo. Non c'è nessuno che si occupi di un capolavoro dell'antichità sull'orlo del collasso. Il cemento, pessimo, che stesero negli anni'50 per tirare su i mosaici è ormai marcio. (GT/MN)

Servirebbero almeno 300 milioni per un'analisi geologica del terreno e diversi miliardi per evitare di dover ammirare solo in fotografia la inestimabile villa, costruita alla fine del terzo secolo, con la partecipazione di artisti di tutto il Mediterraneo. In sciopero 24 mila dipendenti del ministero Il patrimonio artistico e culturale italiano, il più grande e bello del mondo (il bel paese possiede oltre la metà del patrimonio mondiale) è da sempre in pericolo di estinzione. Non si possono neanche ricordare i "lutti" che hanno colpito l'arte e la cultura. Ferite che ancora bruciano: il crollo della cattedrale di Noto, l'incendio della Fenice a Venezia, della cupola del Guarini a Torino, del teatro Petruzzelli a Bari, l'incendio della Reggia di Caserta, meno grave solo per un caso. Sempre con un sospetto atroce: il dolo. E quando non è l'incuria, la negligenza o solo un caso fatale ci sono state le bombe della mafia: Firenze via dei Georgofili porta ancora i segni dello "stupro" dell'esplosione, San Giorgio al Velabro, San Giovanni in Laterano, solo per citarne alcuni. Pochi i momenti di gioia, vissuti soprattutto con il ministro Veltroni; la riapertura della Galleria Borghese e di palazzo Altemps, le molte iniziative per i musei italiani. C'è, però, ancora tanto, troppo da lavorare. Proteggere i nostri tesori è un dovere e cercare almeno di riportare alla luce i tesori nascosti. Basti pensare che ancora il 60% di Pompei, la città seppellita nel 79 d.C. dalla lava mortale del Vesuvio, giace sottoterra. Nel frattempo, nella sola provincia di Enna riposano sotto terra tesori che il mondo ci invidia: tra i quali due ville romane ricche di mosaici come quella di Rasalgone e quella di Gerace, decine di necropoli, città intere come la pregreca Erbesso. E i tombaroli godono. (Giovanna Trinchella)

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