Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.


Home Page

Belgrado/ "I giornalisti rimangono", Milosevic fa marcia indietro

Data: 26/03/1999 - Ora: 18:29
Categoria: Politica

Tutto sospeso: a meno di ventiquattro ore dalla decisione di espellere tutti i giornalisti appartenenti alla Nato da Belgrado, Milosevic fa marcia indietro. "Possono rimanere, non li consideriamo nostri nemici". Il clamoroso ribaltone è stato forse determinato anche dall'indignazione e dalla condanna internazionale che la decisione aveva suscitato. A dare notizia, è stato il vicepresidente jugoslavo Vuk Draskovic. Ieri, come detto, i cronisti erano stati cacciati dalla Serbi. "Devono partire perché con quello che hanno scritto, hanno favorito un'azione contro la Costituzione, la sovranità e l'integrità territoriale jugoslave, ed hanno disinformato l'opinione pubblica sulla situazione", la posizione della Serbia. I militari avevano fatto irruzione nei loro alberghi, sequestrato il materiale, tecnico e giornalistico, e provveduto al trasferimento coatto in Macedonia. (MN)

Quanto al fronte più strettamente militare, nella prima giornata di bombardamenti ieri erano stati presi di mira quaranta obiettivi in tutto il paese, molti dei quali nella capitale: ad esempio, per tre ore e mezzo, era stato bombardato l'aeroporto militare di Batajnica, a una quindicina di chilometri dal centro abitato; il quartiere extraurbano di Rakovica; l'Accademia militare di Zarkovo, a sud della città; 14 chilometri a Nord, a Pancevo, la fabbrica di aerei "Utva", centrata da tre missili. In tutto il territorio, sempre secondo fonti serbe, la lista completa dei luoghi presi di mira comprende cinque aeroporti, cinque caserme, molti centri di comunicazione, depositi, unità terrestri e due stabilimenti industriali. Al di là degli obiettivi, c'è naturalmente da fare il tragico bilancio delle vittime. Fin dalla tarda serata di ieri, il governo serbo ha detto che ci sarebbero numerosi morti tra i civili; ad esempio, le famiglie di alcuni ex militari ospitati in una caserma. A rincarare la dose, questa mattina, è stato Borislav Milosevic, fratello del presidente serbo e ambasciatore a Mosca: "Ci sono decine e di decine di civili colpiti, tra morti e feriti", ha detto. Poco dopo, la rettifica: le persone uccise sarebbero "sei o sette". Più dettagliate le notizie fornite alla Cnn dal ministro dell'Informazione Goran Matic, che ha parlato di "oltre 10 morti e 38 feriti tra i civili".
E anche da Belgrado le reazioni del mondo politico agli attacchi Nato sono numerose: ad esempio il vicepremier Yuk Draskovic, interpellato dalla rete televisiva britannica Channel 4, ha dichiarato che "non c'è nessuna differenza tra le bombe sganciate da Hitler nel '41 e le bombe dell'Alleanza atlantica". Droskovic ha anche proclamato la "totale innocenza" del suo paese, rispetto allo scoppio del conflitto. Il presidente Milosevic invece ha tenuto a sottolineare l'abilità militare del suo esercito: "Mi congratulo - ha detto questa mattina all'agenzia di stampa jugoslava Tanjug - per la resistenza opposta alle forze Nato".

Invia commento

Commenti su questo articolo

Documenti

Link

Risorse correlate

Ultimi video della categoria

Ultime notizie della categoria

BitMeeting - Organizza le tue riunioni quaificate on-line

BitMeeting - Organizza le tue riunioni quaificate on-line

Banner AIL Salento

Banner AIL Salento

CARLA E ANNACHIARA QUARTA

CARLA E ANNACHIARA QUARTA
Torna a inizio pagina
RECAPITI E INFO

Sede amministrativa:
Via 95° Rgt. Fanteria, 70
73100 Lecce
Tel. 0832 34 40 41
Fax 0832 34 02 28 

info@sudnews.tv

Privacy Policy
Cookie Policy

SUDNEWS

Editore: ClioCom
Testata giornalistica
Reg. Tribunale di Lecce
31 Agosto 1995 n. 617

ClioCom © 2025
Clio S.r.l. Lecce
Tutti i diritti riservati