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Belgrado/ Primakov è in città per trattare la pace con Milosevic

Data: 30/03/1999 - Ora: 15:58
Categoria: Politica

Evgheni Primakov un primo, piccolissimo risultato lo ha ottenuto: il primo ministro russo è arrivato questa mattina a Belgrado, per dare inizio al suo tentativo di mediazione diplomatica, con il proprio aereo. Da quando è cominciata, sei notti fa, l'operazione di bombardamento della Jugoslavia da parte della Nato, questo è il primo volo cui viene consentito di atterrare all'aeroporto della capitale serba, un fatto che non può che essere stato concordato anche con gli occidentali. Tanto più che sole poche ore prima i missili della Nato avevano colpito l'aeroporto militare di Batajnica, a 10 chilometri dallo scalo in cui è atterrato. (MN)

Proprio mentre il premier russo atterrava a Belgrado, la Santa Sede faceva sapere di aver convocato gli ambasciatori di tutti i Paesi in guerra e dei Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Saranno ricevuti dal 'ministro degli Esteri del Papa', monsignor Jean Louis Tauran, che cercherà di 'fare da sponda' ai tentativi diplomatici russi.
La missione di Primakov, che è accompagnato dal ministro degli Esteri Igor Ivanov e dal titolare della Difesa, è tuttavia molto difficile, tanto più che dopo un'altra notte di bombe questa mattina all'alba dalle basi italiane, in particolare da Aviano, si sono mossi altri aerei della Nato. Il premier russo dovrà convincere Slobodan Milosevic a bloccare la sanguinosa offensiva in atto nel Kosovo. Appena arrivato, il premier russo ha parlato di "barbari bombardamenti" e ha assicurato che farà di tutto per ricondurre la crisi "su un percorso politico".
Quali carte in mano abbia Primakov non è chiaro. Certo è che mentre il primo ministro faceva la 'faccia feroce' con la Nato a Belgrado (i bombardamenti "barbari"), il presidente Eltsin usava un tono sostanzialmente conciliante e moderato nel suo discorso sullo stato della Nazione davanti al Parlamento, attribuendo ai bombardamenti della Nato solo l'aggettivo "irragionevoli". Il presidente russo ha ribadito che Mosca farà di tutto per risolvere la crisi "ma non si farà trascinare nel conflitto". Poi è andato oltre assicurando di non avere alcuna intenzione di rovinare i rapporti con Washington: "Il tragico errore dei dirigenti americani nel Kosovo - ha detto - non deve trasformarsi in una crisi di lunga durata nell'ambito del partenariato russo-americano".

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