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Barletta, un nuovo assalto al portavalori, grave il metronotte

Data: 16/12/1999 - Ora: 16:06
Categoria: Cronaca

Ancora sangue in Puglia ai danni dei portavalori. L'assalto è avvenuto in pochi minuti, mentre i metronotte stavano ritirando l'incasso del supermercato "Hard Discount" al rione Patalini, periferia popolare di Barletta. Tre uomini, armati e mascherati, hanno atteso che le guardie giurate uscissero con i soldi. I vigilantes - appartenenti alla "Metronotte Barletta" - si sono avvicinati alla cassaforte esterna. Quindi si sono diretti verso il portavalori. A quel punto i banditi hanno iniziato a sparare con le pistole. Uno dei vigilantes, Gianfranco Pastore, 31 anni, è stato raggiunto da un proiettile all'addome. L'uomo è stato trasportato in ospedale. Pochi minuti dopo è iniziato l'intervento chirurgico. Il proiettile gli ha trapassato il corpo: sarebbe entrato e uscito e quindi, secondo informazioni attinte presso la direzione dell'ospedale, l'uomo potrebbe essere salvato. Le sue condizioni, tuttavia, sono gravi.
Anche gli altri due metronotte sono rimasti feriti: si chiamano Benedetto Mascolo e Nicola Di Giovanni. I due sono stati colpiti alla testa col calcio delle pistole. E hanno anche riportato contusioni. I banditi sono fuggiti col bottino, circa 300 milioni. Immediatamente sono scattate le ricerche. Le indagini sono state affidate alla polizia. Al momento è in corso una gigantesca caccia all'uomo in tutta la provincia di Bari.

Vengono utilizzati anche gli elicotteri. Ma dei banditi nessuna traccia. La zona è stata transennata dalle forze dell'ordine che cercano di allontanare i curiosi. Gli investigatori stanno tentando di risalire anche a eventuali testimoni del sanguinoso assalto.
Un assalto avvenuto proprio mentre a Lecce iniziava la conferenza regionale dei comitati per la sicurezza e l'ordine pubblico delle cinque province pugliesi. La riunione, coordinata dal prefetto di Bari, Giuseppe Mazzitello, era stata convocata dopo l'assalto di Copertino del sei dicembre scorso. Al vertice partecipano anche magistrati, rappresentanti di enti pubblici, Banca d'Italia e società di vigilanza.
Intanto nel Salento procedono le indagini per l'assalto di Copertino. Sono stati individuati tre uomini. Due già visibili su identikit; l'altro in fase di raffigurazione. Uno bruno, sopracciglia folte, lineamenti marcati. L'altro di statura media, capelli grigi, grosso di corporatura, apparente età di 40 anni, baffi, tratti duri, volto squadrato, occhi neri, anche lui folte sopracciglia. Infine il terzo, per il quale si sta elaborando l'identikit, è un giovane, dai tratti meno decisi e quindi più difficile da raffigurare su un disegno. Ma nelle prossime ore si conoscerà anche il suo viso.
Hanno così un volto tre dei 10 rapinatori assassini che lunedì scorso assaltarono due furgoni portavalori a Copertino, uccisero tre vigilantes e portarono via un miliardo e 900 milioni. Uno dei due, quello senza baffi, secondo gli investigatori potrebbe essere il boss Vito Di Emidio, 32 anni, capo del troncone brindisino della Sacra Corona Unita, noto come [ab]Bullone[bb], il ricercato numero 1 della mafia pugliese. Di Emidio è a capo di un clan tra i più sanguinari del Salento, sospettato tra l'altro, di una serie di omicidi e anche dell'agguato a un altro portavalori compiuto il 2 novembre scorso sempre nella zona di Copertino: tre vigilantes furono feriti, il bottino fu di un miliardo.
Di Emidio fino a qualche mese fa era latitante in Montenegro. Poi, secondo gli investigatori coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce (del caso si occupano i pm Giuseppe Capoccia, Leonardo Leone de Castris e Guglielmo Cataldi), sarebbe tornato in Puglia per riorganizzare il clan e per finanziarsi.

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