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Bari, D'Alema incontra Schroeder vertice per la pace

Data: 17/05/1999 - Ora: 09:46
Categoria: Politica

Incontro internazionale a Bari questa mattina per le sorti dei Balcani tra Massimo D'Alema e il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. Per Massimo D'Alema e per la sua ricetta su come uscire dal groviglio del Kosovo, il vero test arriva oggi, nel vertice, in programma a Bari, con il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. Ieri, dagli uffici del cancelliere tedesco, è uscito solo un laconico "no comment" sul piano italiano. Ma a Roma sanno che - rispetto a Washington, Londra, anche Parigi - l'Italia può trovare un orecchio attento soprattutto a Bonn, da dove, oltre un mese fa, uscì per la prima volta l'idea di una tregua di 24 ore nei bombardamenti, come gesto di buona volontà per sbloccare il braccio di ferro. Al quartier generale della Nato, a Bruxelles, l'idea che, una volta assicuratosi un mandato dell'Onu da imporre a Milosevic, si possa applicare un temporaneo cessate il fuoco, salvo inasprire l'offensiva in caso di rifiuto, è stata accolta con rispetto, quello che si deve ad un alleato "cruciale" (come l'Italia viene definita a ogni occasione). (MN)

Ma anche con freddezza, condita dallo scetticismo su tempi e praticabilità. "Ogni processo diplomatico - ha detto ieri il portavoce dell'alleanza, Jamie Shea - che può affrettare il momento in cui Milosevic accetta le cinque condizioni poste dalla Nato è benvenuto". Tuttavia, "la politica della Nato, di tutti i governi Nato, è quella di proseguire questa operazione fino a che Milosevic non accetta le condizioni". Ovvero, porre fine alla repressione, ritirare le sue truppe dal Kosovo, accettare il rientro dei profughi, garantito da una forza di sicurezza internazionale e aprire il negoziato su un futuro di larga autonomia della regione. Per arrivare a questo - la Nato lo ha ripetuto più volte - la forza è necessaria. "La forza deve aiutare la diplomazia - riassume Shea - e la diplomazia aiuta la forza. Questo non è il momento per allentare la pressione, certamente non con qualcuno con la storia di bugie e tradimenti che ha Milosevic".
Parole calibrate, da parte del vertice Nato che sa di non avere margini di manovra politica propri, al di là di quelli che gli lasciano i singoli governi. Ma si riferiscono solo in parte alla proposta D'Alema. Alla Nato sono convinti che il presidente del Consiglio italiano sia mosso, anzitutto, da rispettabili motivi di politica interna. Tuttavia, si osserva a Bruxelles, la proposta D'Alema non cozza direttamente con la convinzione radicata del vertice Nato e del suo comando militare che non si debba allentare la pressione militare ora, nel momento in cui comincia a dare frutti.

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