"Obiettivo delle esercitazioni e della presenza nel porto
di Durazzo della Flotta del Mediterraneo deve essere - ha
dichiarato Dini a proposito della crisi dei Balcani - il
sostegno alla stabilità e all'integrità territoriale
dell'Albania". Era stato proprio Dini, in una lettera
al segretario generale della Nato Javier Solana, a
sollecitare una riflessione su un'azione dell'Alleanza
Atlantica per una sorveglianza della frontiera tra l'Albania
e il Kosovo per evitare l'estendersi del conflitto ai Paesi
vicini, all'Albania come alla Macedonia. Sempre a proposito
dei Balcani, Dini ha espresso il "forte appoggio" dell'Italia
al prolungamento della missione della Nato in Bosnia,
auspicando uno sforzo accresciuto in favore di una
cooperazione sempre maggiore con le autorità civili. (FM)
Le iniziative delle Nato in Albania e in
Macedonia, a partire dalle esercitazioni che
l'Alleanza effettuerà nelle prossime settimane
nei due Stati per "vigilare" sulla crisi nel
Kosovo ed impedire l'estendersi della violenza
che sta devastando la regione, fanno parte
"della strategia politica della pressione sia
su Belgrado sia su Pristina per il proseguimento
del dialogo appena intrapreso grazie agli sforzi
del Gruppo di Contatto" E' quanto ha dichiarato
il ministro egli esteri Lamberto Dini
al Consiglio Atlantico che, a Lussemburgo, ha
discusso la crisi nei Balcani (Kosovo e Bosnia)
e l'allargamento a Est della Nato. Obiettivo delle
esercitazioni - e della presenza nel porto di Durazzo
della Flotta del Mediterraneo - deve essere, ha
sottolineato Dini, "il sostegno alla stabilità e
all'integrità territoriale dell'Albania". Era stato
proprio Dini, in una lettera al segretario generale
della Nato Javier Solana, a sollecitare una riflessione
su un'azione della Alleanza Atlantica per una sorveglianza
della frontiera tra l'Albania e il Kosovo per evitare
l'estendersi del conflitto ai Paesi vicini, all'Albania
come alla Macedonia. Un messaggio di irremovibilità da
parte della comunità internazionale, ha osservato Dini,
sarà sicuramente capito dalle parti in causa. Sempre a
proposito dei Balcani, Dini ha espresso il "forte
appoggio" dell'Italia al prolungamento della missione
della Nato in Bosnia, auspicando uno sforzo accresciuto
in favore di una cooperazione sempre maggiore con le
autorità civili. Il ministro ha evidenziato che uno dei
due battaglioni che formeranno la nuova "Unità
specializzata multinazionale", che dovrebbe essere
sotto il comando italiano, sarà dei carabinieri. A
prposito dell'adattamento della Nato alle nuove sfide, Dini
ha comunicato agli alleati che è ormai vicina
l'approvazione di ratifica dell'allargamento
dell'Alleanza a Rep. Ceca, Ungheria e Polonia ed
ha ricordato che poi sarà il turno della Slovenia
e della Romania e che, per garantire la stabilità,
sarà importante ascoltare le richieste di adesione
di altri Paesi. La posizione dell'Italia, che al
vertice di Madrid (dove fu deciso l'allargamento a
Est) era di minoranza, è stata fatta propria, da
allora, dall'Alleanza. Il Consiglio Atlantico, nel
suo comunicato finale, afferma infatti che "la porta
della Nato rimane aperta" e che l'Alleanza proseguirà
il dialogo con le Nazioni interessate ad aderire. La
posizione dell'Italia è stata fatta propria dal Consiglio
anche a proposito del dialogo Mediterraneo, riconoscendo
l'importanza di consultazioni in tutti i campi, compresa
la "sfera militare", per assicurare la stabilità nella
regione.