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Australia, il Parlamento vota sul diritto fondiario aborigeno

Data: 07/07/1998 - Ora: 13:19
Categoria: Politica

Gli aborigeni in Australia stanno attendendo il risultato d'un dibattito nel Parlamento australiano che limiterebbe i loro diritti di accesso alle terre ancestrali e potrebbe condurre ad una nuova elezione generale. I politici in Australia stanno infatti prevedendo un voto favorevole alla discutibile proposta che limiterebbe il diritto fondiario aborigeno. Si vuole così limitare i reclami degli Aborigeni sull'accesso a circa il 40% di terra australiana che il governo attualmente affitta ai coltivatori, ai 'ranchers' ed ai minatori. Già è stata due volte bocciata e la stava considerando il senato, prima che un altro voto fosse preso. Il governo non ha la maggioranza nel senato, richiesta per passare la proposta di legge ma minaccia di dissolvere il Parlamento e proclamare un'elezione se perde il voto. (FM)
A seguito di alta corte che regola i diritti degli aborigeni dal 1996 l'accesso alle terre ancestrali è illimitato, anche se è occupata da non-aborigeni. La nuova proposta ha condotto ad un dibattito discutibile e minaccia di innescare un'elezione generale globale. Il governo desidera capovolgere l'atto del 1996 che regola i diritti degli aborigeni, discutendola perché insidia i diritti della comunità agricola, principalmente bianca. La terra in gioco include la spiaggia e le zone famose di Bondi che circondano il Parlamento australiano. L'accesso aborigeno ha tipicamente la ragione di attraversare la terra, di cacciare su di esso e di visitare i luoghi sacri.

A seguito di cinque anni del dibattito complesso intenso e progressivo il Parlamento australiano a Canberra potrebbe oggi votare sulla proposta. L'opposizione ed il governo concordano sul fatto che una certa nuova legislazione è necessaria. Ma l'opposizione dice che il governo sta andando oltre la salvaguardia dei diritti dei coltivatori bianchi. Un corrispondente della Bbc a Sydney dice che l'edizione era di estrema delicatezza tanto che i politici temevano di essere accusati di razzismo, ma sostenevano che d'altro canto chiunque parli a sfavore degli aborigeni viene facilmente visto come razzista. In Australia il partito della maggioranza, giustamente discutibile, ha condotto Pauline Hanson nel Parlamento del Queensland con più del 20% dagli elettori. La signora Hanson, una volta votato il politico disprezzato del paese, si oppone all'immigrazione in Australia e desidera arrestare gli aborigeni costituendo un fondo speciale per loro.

Gli aborigeni in questi giorni stanno accampandosi fuori della Camera del Parlamento a Canberra per protestare contro la proposta di legge. Alcuni hanno sbandierato i piccoli stendardi aborigeni ed il governo è stato accusato "di affilamento dei suoi germogli" contro gli aborigeni. Mentre la proposta si sta dibattendo, la corte federale per la prima volta dà agli aborigeni i diritti sopra una regione che affaccia sul mare. Ha regolato che cinque gruppi di famiglie aborigeni (clans) hanno tenuto il titolo natale comunale sopra il mare ed il fondo marino intorno all'isola di Croker, il nord-est di 250 chilometri di Darwin. La Corte di giustizia di Howard-Olney ha detto che tali diritti sono necessari in quanto i proprietari tradizionali avrebbero altrimenti potuto viaggiare, cacciare e pescare all'interno della zona protetta degli aborigeni visitando i luoghi d'importanza culturale in maniera irriverente. Ha anche però stabilito che i cinque clans devono sempre tenere conto dei diritti e degli interessi dei governi australiani e nordici del territorio e che altri, quali i pescatori riservati e commerciali, potrebbero anche usare la zona.

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