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Assindustria Lecce / "Made in Salento", la strategia vincente

Data: 04/10/1999 - Ora: 12:16
Categoria: Economia

"La forte presenza di P.M.I.(piccole e medie imprese.ndr) nella nostra provincia pone un problema di debolezza strutturale: la frantumazione aziendale. A dirlo il responsabile del Centro Studi Assindustria Lecce, dott. Francesco Tarantino,"ciò si può certamente attenuare attraverso fusioni o consorzi fra imprese, ma soprattutto se l'intero territorio vari una strategia corale di sviluppo internazionale. Camera di commercio, Provincia e Regione, sotto la regia del Ministero non possono non considerare questo tema; l'ampiezza dei mercati è troppo elevata per consentire alle imprese, sole, di approdare su merati nuovi e lontani. La valorizzazione e promozione del "Made in Salento" va letta in una chiave innovativa, non più autocelebrativa, che porterà alla vittoria tutti i settori produttivi". Questo l'argomento del Convegno "Internazionalizzazione delle P.M.I.: opportunità e programmi per gli anni duemila", organizzato dall'Assindustria di Lecce.
Presenti in sala i relatori:Sergio D'Oria, Presidente della Camera di Commercio di Lecce , Antonio Maria Barbero della Soges spa, con la relazione "Gli strumenti comunitari per l'internazionalizzazione di impresa", Claudio Leone, direttore generale Mondimpresa spa,con "Il progetto Ventosud per l'internazionalizzazione delle imprese del Mezzogiorno" e Gioacchino Gabbuti, direttore Generale ICE, su "Le attività dell'ICE per l'internazionalizzazione del sistema impresa".(AC)

L'apertura dei lavori è spettata al Presidente dell'Assindustria di Lecce Vito D'Aprile, attento a sottolineare i piccoli, ma notevolii passi compiuti dagli imprenditori del sud (ben 400 aziende esportatrici, con un fatturato di 1500 miliardi) e auspicando una presa di coscenza delle istituzioni al fine di creare un "sistema" in grado di supportare le innumerevoli realtà locali imprenditoriali, un sistema a cui gli stessi imprenditori possanofar riferimento per poi internazionalizzare il mercato.
Due le variabili per la svolta delle piccole e medie imprese: innovazione tecnologica e costo del lavoro, argomenti di primario interesse anche nel convegno dei Giovani Imprenditori che si è tenuto a Capri nel fine settimana.

Più incisivo e diretto l'intervento del responsabile del Centro Studi Assindustria Lecce, dott. Francesco Tarantino, che ha delineato i punti focali sui quali bisogna agire a partire dalla competitività per l'export, "che va trovata in altro modo e con stategie aziendali, legate al sistema economico in cui l'impresa produce e si consolida.
Certo per il Salento tale situazione si cala in un ambito territoriale più difficoltoso: l'esportazione di prodotti della Provincia di Lecce è consistente, ma legata a produzioni che fanno spesso ricorso a manodopera poco qualificata o di scarsa innovazione di processo e prodotto. In più si aggiunga - ha denunciato Tarantino - una pubblica Amministrazione inefficiente che non conosce i termini "produttività", "competizione sui mercati", "tempi certi nelle risposte per i cittadini e per le aziende" ed ecco perchè bisogna fornire le imprese di strumenti atti a consolidare il presente prima e svilupparlo poi. Le aziende devono puntare su un organizzazione pronta per i nuovi mercati attraverso la certificazione di qualità, l'informatizzazione, una adeguata stategia di marketing e di comunicazione, ma soprattutto su produzioni specializzati, a forte contenuto tecnologico ed innovativo, senza tralasciare la qualità del capitale umano, spesso dequalificato e carente.

Altrettanto critico con le istituzioni lo stesso Presidente della Camera del Commercio di Lecce Sergio Doria, che però propositivamente ha individuato i traguardi da raggiungere e cioè un organizzazione di rete, uno scambio d'informazioni e la creazione dei "distretti industriali", non trascurando - ha detto - l'aspetto degli istituti di credito territoriali, "che nel ruolo di partnership per il recupero dei capitali,sono disinformati ed inattivi". (AC)

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