E' in arrivo un marchio doc per valorizzare l'artigianato artistico di qualità made in Italy. E' questa l'indicazione scaturita dalla riunione del coordinamento tecnico delle Regioni riunitosi a Pompei nell'ambito della XII edizione della Mostra dell'Artigianato Religioso organizzata dal Santuario mariano e dalla Camera di Commercio di Napoli, nell'Istituto Bartolo Longo. Un'occasione anche per rilanciare la necessità di salvaguardare i mestieri artigiani a rischio di estinzione attraverso una formazione professionale moderna legata all'utilizzazione delle nuove tecnologie. Una rete nazionale, dunque, per sfondare sui mercati. I rappresentanti delle Regioni hanno concordato su questo obiettivo per dare vita ad un vero e proprio piano di promozione della tipicità artigianale di ogni territorio all'interno di una politica comune di sviluppo nazionale di un comparto ricco di potenzialità ancora inesplorate. In questo contesto la Campania, attraverso il Ciar, il Consorzio internazionale per l'artigianato artistico, si propone come centro di riferimento per lo sviluppo della produzione di qualità. E' però necessario un pieno coinvolgimento delle istituzioni e un intervento diretto del Governo per avviare una vera politica di settore. Dai rappresentanti delle regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Lombardia, Liguria, Molise, Piemonte e dell'Unione europea è emersa l'esigenza di una piu'incisiva politica di valorizzazione da perseguire anche attraverso finanziamenti pubblici inutilizzati e la richiesta di superare una eccessiva frammentazione. Non solo ma si impone anche la necessità di cogliere pienamente gli aspetti antropologici e culturali legati all'artigianato di qualità. Un filo comune lega la valorizzazione dell'artigianato doc con la necessità di salvaguardare le professionalità esistenti e gli antichi mestieri a rischio di estinzione. Di qui, la richiesta di una nuova politica per la formazione professionale emersa dalla tavola rotonda dedicata al rapporto con il mondo del lavoro. Si tratta di sfruttare le nuove tecnologie anche al fine di realizzare un vero e proprio tour over nell'artigianato avvicinando giovani a un settore spesso sconosciuto. Nel corso dell'incontro, al quale sono intervenuti, tra gli altri, rappresentanti del Banco di Napoli, della Selfin Ibm, dell'Unione europa e del Cesvitec, è stato annunciato da parte di Bruno Milo, direttore dell'Ebac (l'Ente bilaterale per l'artigianato della Campania) il varo di corsi di formazione per 1.000 giovani apprendisti. (FM)