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Andria, Graziella bruciata dal branco

Data: 25/08/2000 - Ora: 11:00
Categoria: Cronaca

Graziella è stata bruciata viva dal branco. Volevano violentarla, non ci sono riusciti, l'hanno messa al rogo. Viva. Erano in cinque, cinque giovani: Pasquale Tortora, 18 anni, e i suoi amici. Tutti maggiorenni, il più grande ha solo 20 anni, ragazzi normali di famiglie normali. Si chiamano Michele Zagaria, Giuseppe Di Bari, Domenico Margiotta e Vincenzo Coratella. I nomi - una conferma ufficiale arriverà solo stamane - sono trapelati in tarda serata nella città dove vivono, Andria, 100mila abitanti a 40 chilometri da Bari. I quattro sono in stato di fermo, accusati di concorso in omicidio e sequestro di persona. Volevano violentare Graziella. Poi, forse hanno sentito le voci, anzi la voce del padre e degli amici che chiamavano la bimba, hanno avuto paura, l'hanno bloccata, tenendola ferma, tappandole la bocca, l'hanno schiacciata sulle stoppie accese. Ieri alle 21 il pm Francesco Bretone che conduce le indagini sull'omicidio di Graziella Mansi, 8 anni, rapita e ammazzata nella notte tra sabato e domenica in un bosco nei pressi di Castel del Monte, ha firmato i provvedimenti di fermo per i quattro. Uno di loro ha un piccolo precedente per furto. Due avrebbero già confessato. Gli altri hanno fatto parziali ammissioni. Quando li hanno portati in caserma, parenti e amici sono andati sotto l'edificio a protestare. Chiedevano che fossero liberati. Poi, quando hanno capito, se ne sono andati inorriditi. (fonte RepubblicaMN)

La svolta clamorosa nell'inchiesta è arrivata ieri mattina quando Pasquale Tortora ha telefonato dal carcere al Pm: "Voglio parlare", ha detto il ragazzo che s'era accusato del rapimento e dell'omicidio della bambina. Nei precedenti interrogatori aveva fornito i nomi di battesimo di coloro che secondo lui avevano partecipato all'omicidio. Poi aveva ritrattato: "Sono stato io solo, ho ucciso Graziella", aveva detto. Ma il gip Antonio Lovecchio che martedì mattina lo aveva interrogato non gli aveva creduto. Aveva ipotizzato invece che l'omicida non fosse solo. Il diciottenne ha, infatti, avvicinato Graziella alla fontanella sulla strada che collega Andria a Castel del Monte. La bambina era andata a prendere un secchio d'acqua da portare al padre, Vincenzo Mansi, 31 anni, venditore ambulante che ha una bancarella di frutta secca. "Vieni, ti faccio vedere i cagnolini nati nella foresta", le ha detto attirandola così in trappola. La bambina l'ha seguito sulla stradina che porta al bosco. Un chilometro e mezzo, mezz'ora di cammino. Poi è entrato in azione il branco. Il piano era organizzato. Dovevano violentare la bambina, ma lei ha reagito. Forse gli aguzzini hanno sentito le voci degli uomini che cercavano Graziella. Il padre, in testa. Probabilmente il branco s'è spaventato e visto che non riuscivano a violentare la bambina hanno deciso di ammazzarla. L'hanno tenuta bloccata sulle stoppie. Hanno acceso il rogo. Poi sono fuggiti. E' possibile che Pasquale abbia solo condotto la piccola all'appuntamento con gli altri ragazzi. Forse non ha nemmeno

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