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Ambiente/ Urss, scoperto traffico di sostanze proibite

Data: 08/09/1998 - Ora: 09:45
Categoria: Politica

Paesi dell'ex Urss sarebbero al centro di un traffico di sostanze 'ambientalmente proibite', gli ormai famosi Cfc (clorofluorocarburi) messi al bando dal Protocollo di Montreal sull'ozono. ''Esistono esportazioni illegali di Cfc verso i paesi industrializzati, la maggioranza - ha detto ieri a Ginevra il Direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep), Klaus Toepfer - provengono dalla Russia e da altri paesi dell'ex Unione sovietica. Dobbiamo fare il possibile per porre fine a questo traffico'', ha aggiunto. I Cfc sono tra i principali responsabili della distruzione della fascia d'ozono che protegge la terra dai raggi ultravioletti nocivi del sole. (FM)

In base al Protocollo di Montreal, tutti i nuovi Cfc sono stati messi al bando nei paesi industrializzati. Tuttavia, milioni di frigoriferi ed altri impianti che usavano i Cfc sono ancora in servizio in questi paesi. Più fattori sembrano favorire il commercio illegale di Cfc. I prodotti di sostituzione esistono ma spesso sono più cari, spiega l'Unep. I Cfc riciclati, che possono essere usati ad alcune condizioni, sono difficili da distinguere dai nuovi. Inoltre, mentre il consumo di Cfc è in generale vietato nei paesi industrializzati, questi possono ancora produrne per alcuni usi essenziali e per i paesi in via di sviluppo (Pvs).
Infine, negli Stati Uniti, c'è una forte tassa su Cfc il cui prezzo è alto. Di conseguenza - afferma l'Unep - alcuni commercianti vendono illegalmente ogni anno qualcosa come trentamila tonnellate di nuovi Cfc nei paesi industrializzati, spacciandoli per sostanze riciclate o per esportazioni ai pvs. Un sistema di licenza per il commercio di Cfc è stato reso obbligatorio, ma il traffico illegale di clorofuorocarburi è solo una delle numerose sfide da affrontare per una piena applicazione del Protocollo di Montreal del 1987. Molti passi sono già stati compiuti: ''nel 1986 - ha ricordato Toepfer - il consumo di Cfc nei paesi industrializzati era di circa 1 milione di tonnellate. Oggi, grazie al Protocollo, il consumo in questi paesi è completamente cessato, fatta eccezione per le circa quindicimila tonnellate il cui uso è permesso''. Le prossime sfide riguardano tra l'altro i paesi in economia di transizione, che registrano serie difficoltà nel rispetto dei loro obblighi e i paesi in via di sviluppo (pvs), cui era stato concesso un periodo di grazia e che dovranno adesso adeguarsi alle norme ambientali internazionali per proteggere l'ozono. (FM)

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