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Ambiente/ Pratesi: "Nel Meridione troppi piromani per interesse"

Data: 28/08/2000 - Ora: 12:33
Categoria: Politica

Più che le vendette o gli interessi su aree e terreni che potrebbero divenire edificabili, a muovere le mani degli incendiari sarebbe la mancanza di lavoro. Convinzione amara e paradossale, quella del dirigente del Wwf Fulco Pratesi: incendi come tentativo criminale di sfuggire alla disoccupazione. E a sostegno della sua tesi cita la frequenza molto maggiore con cui si scatenano le fiamme nelle regioni del Sud rispetto al resto d'Italia. "Il fatto più significativo - ha detto ieri l'esponente storico dell' ambientalismo italiano - è che la maggior parte degli incendi si è sviluppata nelle regioni meridionali, dove più alto è il tasso di disoccupazione". (fonte Repubblica/MN)

Conseguente, anche se a sorpresa, la moraleche Pratesi fa discendere dal suo ragionamento. La strada giusta per vincere la battaglia contro gli incendi, secondo l'esponente ambientalista, sarebbe quella di evitare assolutamente di finanziare interventi di recupero nelle zone devastate dalle fiamme. Solo così, è la spiegazione, si potrà tagliare l'erba sotto i piedi a chi gli incendi li appicca per interessi economici.
"La cosa più importante da fare dopo il passaggio delle fiamme - spiega dunque Pratesi - è di non appaltare lavori di restauto e reimpianto degli alberi e di lasciar fare alla natura". In questo modo si toglierebbe il movente incendiario a parecchie persone. "In molti luoghi dove scoppiano incendi - è la conclusione del discorso - l'attività di cura dei boschi incendiati può rappresentare un' occasione di lavoro".
Una considerazione a arte, è la convinzione di Pratesi, andrebbe riservata anche agli animali sopravvissuti alle fiamme, che dovrebbero essere protetti da qualunque intervento umano. "E' importante - conclude l'esponente del Wwf - chiudere la caccia nelle aree più colpite per evitare la persecuzione di animali già decimati e stressati dal passaggio del fuoco".

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