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Data: 21/10/1998 - Ora: 11:43
Categoria:
Politica
Il governo ha fissato la cornice di protezione sanitaria. Ha deciso che, per garantire la
salute degli abitanti delle 23 aree metropolitane con più di 150 mila abitanti il benzene va
tenuto a bada: se la media annuale supererà i limiti di legge i sindaci dovranno prendere
misure sufficienti a eliminare la situazione di pericolo sanitario. Il contrasto tra le
municipalità, che chiedevano di avere mano libera nel decidere la strategia antismog e il
ministero dell'Ambiente che aveva fissato uno scenario dettagliato di interventi è stato
risolto lasciando il timone in mano ai Comuni.
Ma i sindaci potranno scegliere solo la direzione di marcia, non avranno l'alternativa tra il
fare e il non fare. Il governo ha indicato quali sono i mezzi di trasporto a basso impatto
ambientale: auto elettriche, a metano, a gpl, catalizzate a partire dal gennaio 1997 e
motorini in regola con i nuovi standard europei di emissione. Tutti gli altri veicoli, in caso di
allarme inquinamento, dovrebbero restare fermi.
Dovrebbero perchè c'è la possibilità che, città per città, si aprano varchi, eccezioni,
distinguo. Il decreto dà infatti carta bianca ai Comuni sia sulle misure più adatte a
raggiungere l'obiettivo sia sul bollino che segnalerà le auto pulite in modo da semplificare i
controlli. Ma è difficile che questa elasticità possa tradursi in interventi di facciata. Dal
primo gennaio i livelli di benzene non potranno superare i 10 microcrammi a metro cubo,
cioè bisognerà dimezzare le emissioni. E le associazioni dei consumatori e quelle
ambientaliste hanno già imbracciato il fucile per impallinare i sindaci che chiuderanno gli
occhi lasciando salire gli inquinanti oltre i livelli di sicurezza: secondo il Wwf il benzene che
respiriamo equivale al fumo di 13 sigarette a Roma e Milano, 15 a Napoli, 11 a Torino.
Il centro dello scontro saranno con ogni probabilità i motorini. Fermarli potrebbe apparire
impopolare perché sono mezzi leggeri, agili: una ciambella di salvataggio per evitare di
affogare negli ingorghi. Ma d'altra parte l'impatto ambientale dei ciclomotori a due tempi è
pesante. Uno studio Enea attribuisce il 20 per cento degli idrocarburi provenienti dai
trasporti alle due ruote. E a Firenze, secondo una ricerca del Comune, più della metà del
benzene esce dai tubi di scappamento dei motorini.
"Questo decreto è un elemento della strategia decisa a livello europeo", spiega Valerio
Calzolaio, il sottosegretario all'Ambiente che ha seguito la trattativa. "Per capirlo bisogna
metterlo accanto alla legge sul benzene, alla direttiva che vieta l'omologazione dei motorini
più inquinanti, alla creazione del marchio 'città amiche dei bambini', al provvedimento per
incentivare le auto a basso impatto ambientale. L'assieme di queste norme ci permetterà di
costruire un sistema di trasporti più efficiente e più sicuro".
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