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Data: 02/06/1998 - Ora: 09:43
Categoria:
Politica
I PRINCIPALI RISCHI IN ITALIA
Sismico
Il rischio sismico è definibile come l'incrocio tra dati di pericolosità (definizione delle strutture
sismogenetiche e capacità di caratterizzazione dell'eccitazione sismica ad esse associata), di
vulnerabilità (capacità degli oggetti esposti di resistere alle sollecitazioni) e di esposizione (presenza sul
territorio di manufatti a rischio).
Il 40% della popolazione vive in aree a rischio, dove il 64% degli edifici non è costruito secondo le norme
anti sismiche. In Italia sono morte 120.000 persone nell'ultimo secolo.
Difendiamoci dal sisma (pagina inserita nell'Avantielenco della Telecom), …se arriva il terremoto (a cura del Servizio
Sismico Nazionale)
La scala Mercalli
Vulcanico
In Italia sono circa 2 milioni le persone esposte al rischio vulcanico. Per la tipologia delle eruzioni attese,
prevalentemente esplosive e per il grado di antropizzazione del territorio, le zone più a rischio sono
quella napoletana interessata dal Vesuvio (circa 700.000 persone) e quella dei Campi Flegrei (da
200.000 a 400.000 persone). L'Etna è il vulcano più attivo e le sue eruzioni possono provocare ingenti
danni (anche la città di Catania è a rischio), ma sono poco pericolose per le persone, trattandosi di
colate laviche a bassa velocità di avanzamento.
Nucleare
Il rischio nucleare deriva principalmente dagli effetti nocivi che l'esposizione a radiazioni ionizzanti in
dose eccessiva comporta sulla vita umana, animale o vegetale. Per questo rischio esiste una duplice
possibilità di pericolo per la popolazione, l'una derivante dall'uso pacifico dell'energia nucleare, l'altra
determinata dall'uso di armi nucleari. Quest'ultimo aspetto non rientra nei normali compiti del Servizio
Nazionale di protezione civile.
Idrogeologico
Il rischio idrogeologico è rappresentato da eventi (frane, alluvioni) che producono danni misurabili a
persone e cose.
In Italia negli ultimi 80 anni ci sono state 5.400 alluvioni e 11.000 frane, e 30.000 miliardi di lire di danni
negli ultimi 20 anni
Chimico-
industriale
Il rischio di incidente rilevante è costituito dall'esposizione a danni o infortuni dovuti ad un'emissione, un
incendio o un'esplosione di rilievo connessi ad uno sviluppo incontrollato di un'attività industriale che dia
luogo ad un pericolo grave per l'uomo e per l'ambiente e che comporti l'uso di una o più sostanze
pericolose.
Un rischio paragonabile all'incidente avvenuto presso l'ICMESA di Seveso quando, nel luglio 1976,
provocò il noto rilascio di diossina.
Ecologico
Il rischio ecologico è strettamente collegato con l'attività umana, può essere determinato da varie cause,
tra cui le principali sono rappresentate dall'inquinamento atmosferico, idrico, del suolo e acustico.
Trasporti
Il rischio trasporti è rappresentato dal trasporto su gomma, treni, aerei, navi, ferrovie, di merci pericolose
che viaggiano e sostano anche in centri abitati, con un potenziale pericolo di incidente rilevante, non
facilmente riconoscibile in quanto privo di visibili accorgimenti segnaletici.
Beni
culturali
La difesa dei beni culturali è un'attività che attraversa trasversalmente quasi tutti i rischi qui descritti:
sismi, eruzioni vulcaniche, inondazioni, frane, subsidenze possono avere conseguenze devastanti
sull'immenso patrimonio localizzato su tutto il territorio nazionale. Effetti nocivi sono dovuti anche alla
qualità dell'aria e delle acque meteoriche (piogge acide).
Incendi
Il patrimonio boschivo italiano è stimato intorno a 8.675.100 ettari, pari al 28% della superficie totale del
Paese. Negli ultimi 20 anni sono stati distrutti dal fuoco circa 2.697.000 ettari di superficie boscata.
La riduzione del danno causato da un incendio dipende non solo dalla tempestività dell'intervento, ma
anche da un'attenta previsione del rischio ai fini della zonizzazione delle aree a maggior rischio e di una
implementazione della gestione delle risorse.
Sanitario
Il rischio sanitario è presente, anche se con diversa intensità, in ogni tipologia di rischio e la sua
manifestazione è strettamente dipendente dalle iniziative multidisciplinari intraprese a salvaguardia della
pubblica incolumità.
Conoscendo l'intensità del fattore di rischio atteso e la composizione qualitativa e quantitativa della
domanda di prestazione sanitaria, è possibile predisporre mezzi ed attrezzature adeguate, fornire al
personale protocolli operativi più conformi alla necessità ed informare la popolazione sulle misure ed i
comportamenti da adottare.
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