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Data: 18/06/1998 - Ora: 12:59
Categoria:
Politica
Con un assegno ''simbolico'' di due quintali e del ''valore''
di 60 miliardi di lire,
Greenpeace ha bloccato l'accesso
alla sede amministrativa dell'azienda chimica Evc di
Venezia. Il gesto è opera di dieci 'simpatizzanti' del
movimento ambientalista, che in tuta bianca si sono poi
incatenati all'ingresso del palazzo. E' stato questo il
modo di ''pagare'', hanno
detto gli attivisti di Greenpeace, quanto chiesto dalla
Evc in sede giudiziaria dopo la campagna che Greenpeace
ha fatto contro la produzione di giocattoli in plastica (Pvc)
prodotta anche dagli stabilimenti dell'industria chimica
multinazionale che è tra le maggiori del mondo e che ha
a Porto Marghera un impianto tra i maggiori in Italia. (FM)
"La produzione del pvc 'soffice' dell'azienda
chimica Evc di Venezia è sotto accusa,
informa Fabrizio Fabbri di Greenpeace, perché
rilascia sostanze tossiche, ftalati, che non
legano con gli altri componenti della plastica". Fabbri
ha citato studi a suffragio della tesi compiuti in
Austria, Germania, Olanda e
Unione Europea. Quest'ultima,
sempre secondo gli ambientalisti, una volta appurata
la pericolosità della sostanza, avrebbe dovuto bandire i suoi
giocattoli, ma il mancato ritiro sarebbe dovuto ad
un'azione di lobby del dipartimento per il Commercio
degli Usa attraverso gli ambasciatori in Europa, dove
l'Evc ha numerosi stabilimenti. A conferma di ciò Fabbri
ha mostrato copia di una lettera della Mattel,
azienda produttrice di giocattoli, che ringrazierebbe per
l'azione compiuta la stessa autorità Usa.Greenpeace, che per la protesta ha usato una enorme tavola di legno raffigurante l'assegno posta di fronte all'accesso della sede del centro storico dell'Evc, non è nuova ad azioni del genere nella città di Venezia.
Nel 1992 aveva bloccato lo stesso scarico Sm15 messo, ora sotto sequestro dalla magistratura. Nel 1993, nella battaglia contro la chimica inquinante, gli ambientalisti avevano 'assaltato' la stessa sede veneziana di Evc e nel 1995 occupato il campanile di San Marco. Nel 1996, 140 attivisti avevano steso, all'Excelsior del Lido, uno striscione di centoventi metri quadrati durante un congresso mondiale della chimica.
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