Il governo, per fronteggiare il rischio di dissesti
idrogeologici, ha stanziato 1.330 miliardi con il
decreto legge approvato oggi dal
Consiglio dei Ministri. Il provvedimento,
hanno spiegato i ministri Costa e
Ronchi,
obbliga le regioni di perimetrare entro il 31 dicembre 1998
le aree a rischio. Lo stato interviene entro il 28 febbraio
del 1999 qualora si dovessero verificare dei casi
di inadempienza. I 1.330 miliardi saranno cosi' distribuiti:
100 alle Regioni per mettere in atto le misure di
salvaguardia, 1.070 (170 per il '98, 450 per il '99 e 450
per il 2000) saranno impiegati nelle aree a maggiore
rischio, i restanti 170 miliardi andranno al potenziamento
delle strutture tecniche. (FM)
Il decreto legge approvato oggi dal governo per
scongiurare il pericolo delle frane è diviso in due parti:
la prima riguarda le misure di prevenzione e salvaguardia
del territorio e stanzia fondi per milletrecentotrenta
miliardi. Sono previsti cento miliardi alle Regioni
per mettere in atto le misure di salvaguardia, mille e
settanta (centosettanta per il 1998, quattrocentocinquanta
per il 1999 e quattrocentocinquanta per il 2000) saranno
impiegati nelle aree a maggiore rischio, i restanti 170
miliardi andranno al potenziamento delle strutture
tecniche.
La seconda parte del decreto legge stabilisce misure
straordinarie per fronteggiare l'emergenza Campania con
un impegno economico aggiunto di 100 miliardi.
Il decreto prevede l'istituzione presso il ministero
dell'Ambiente di una segreteria tecnica composta da venti
esperti per sostenere tutte le attività sul territorio. Altri
centoquarantacinque tecnici dovranno integrare
gli uffici delle autorità di bacino, duecentosettanta i
servizi tecnici e cento l'Anpa (Agenzia nazionale per
l'Ambiente). "Per potenziare adeguatamente le autorità di bacino
a livello regionale - ha detto Ronchi - servono circa 3.000
persone ma con la normativa vigente non è possibile
trovarle. Per questo domani alla conferenza Stato-Regioni
il Governo si impegnerà a mettere in finanziaria 180 miliardi
per il trasferimento alle Regioni di 3.000 persone". I criteri
per l'individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio
saranno fissati da un regolamento che il governo emanerà al
più presto. Il governo ha affiancato un identico disegno
di legge per evitare il rischio che, scaduti i termini di
conversione, il provvedimento perda i suoi effetti.
"Per le aree a rischio più elevato - ha detto
ancora Ronchi - saranno attuate misure ancora più
veloci, usando meccanismi urgenti di protezione civile che
verranno autorizzati dai ministri dell'ambiente
e dei Lavori Pubblici". Saranno anche attuati programmi di
delocalizzazione e di trasferimento di insediamenti delle
aree a rischio, adeguamento delle infrastrutture e
abbattimenti dei manufatti abusivi.