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Ambiente/ Da gennaio '99 la nuova legge sui rifiuti urbani

Data: 19/06/1998 - Ora: 11:05
Categoria: Politica

Il ministro dell'Ambiente, Edo Ronchi, ha inviato alla Conferenza Stato-Regioni e alla Conferenza Stato-Citta' il testo del decreto riguardante l'introduzione della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 1999. Il testo sarà discusso nelle prossime settimane in seno alla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Città, che dovrà esprimere un parere, per essere approvato, in via definitiva, entro il mese di luglio. (MN)

Il decreto fornisce il metodo di riferimento sulla base del quale i singoli comuni determineranno la tariffa nella loro autonomia. A differenza della attuale tassa sui rifiuti, determinata sulla base dei metri quadrati delle abitazioni, la tariffa sara' calcolata sulle effettive quantita' di rifiuti conferiti al servizio pubblico, applicando una riduzione collegata alla quantita' di rifiuti inviati in raccolta differenziata. Per i Comuni che oggi non coprono con la tassa l'intero costo del servizio e per i comuni con meno di cinquemila abitanti e' prevista la possibilita' di adeguarsi in un periodo massimo di otto anni, avendo come riferimento di partenza l'imponibile della tassa per il 1998. Su tale importo totale potranno intervenire ulteriori fattori di riduzione tra i quali il contributo che il Consorzio Nazionale Imballaggi (CONAI) dovra' versare ai comuni per rimborsare i costi della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio.
Dovranno invece attivare dal 1 gennaio 1999 direttamente la tariffa a regime, i comuni che nel 1998 hanno raggiunto con la tassa la copertura integrale dei costi del servizio. I comuni che nel 1998 abbiano conseguito un copertura parziale, di almeno il 90%, potranno autonomamente decidere di attivarla. A regime, la tariffa sara' composta da una parte fissa e da una parte variabile. La parte fissa e' destinata a coprire i cosiddetti ''costi indivisibili'', come quelli di spazzamento delle strade e i costi relativi agli investimenti e all'impiego del capitale. La parte variabile deve invece coprire i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Sara' attribuita in funzione della quantita' di rifiuti prodotta, assicurando ai cittadini agevolazioni per chi pratica la raccolta differenziata. Il nuovo metodo, come spiegano al Ministero dell'Ambiente, ha tenuto conto di alcune esperienze gia' in corso in alcuni comuni che stanno gia' sperimentando sistemi di misurazione della quantita' di rifiuti che ciascun utente conferisce al servizio pubblico. Il testo del decreto e' frutto di ampie consultazioni che hanno visto impegnato un apposito gruppo di lavoro dell'Osservatorio nazionale Rifiuti, a cui hanno partecipato rappresentanti del mondo istituzionale, economico, produttivo e sociale.

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