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Data: 21/09/1998 - Ora: 12:04
Categoria:
Politica
Da oggi c'è un 'papà informatico' che si batte per la salvezza
degli animali domestici: non solo cani, gatti e canarini, ma
anche e soprattutto quelle specie a rischio che rappresentano
invece importanti risorse, soprattutto per i paesi in fase di
sviluppo. L'iniziativa viene dalla
Fao,
l'organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura,
ed è stata battezzata con le parole inglesi "Dad-is" che
significano appunto 'papà esiste' e sono le iniziali di
'Domestical animal diversity information system'. Un solo dato
basta a dimostrare quanto un programma del genere fosse
indispensabile: il 30 per cento delle specie animali domestiche
nel mondo rischia l'estinzione. (FM)Dietro l'allarme non c'è soltanto un interesse scientifico e naturalistico, ma la sopravvivenza stessa di grosse fette del genere umano.
Come ha spiegato in un convegno inaugurale il professor Keith Hammond, esperto di risorse genetiche animali alla Fao, gli animali domestici coprono direttamente o indirettamente quasi un terzo dell'intero fabbisogno alimentare umano: ci sono due miliardi di persone che non potrebbe vivere senza tale apporto.
''La sfida della sicurezza alimentare - ha sottolineato Hammond - non è mai stata tanto grande come ora'': proprio nell'era che rincorre la globalizzazione e l'espansione del benessere ''una persona su sei è sottoalimentata''.
Si tratta di esigenze primordiali, ma tuttora molte risorse
genetiche animali non vengono sviluppate o sono mal utilizzate.
Eppure si tratta di animali a portata di mano, anzi di carezza.
Il dromedario arvana del Kazakhstan resiste ottimamente al clima
desertico e produce latte assai nutriente: ne restano meno di
mille capi. In India il cinquanta per cento delle capre locali rischia
l'estinzione, mentre gli yakut siberiani (che resistono a molti
tipi di epidemie e a temperature di meno cinquanta gradi) sono
attualmente meno di novecento.
Uno dei principali problemi e' la tendenza a sostituire questi animali importando indiscriminatamente specie esotiche con differenti esigenze alimentari e ritmi di riproduzione: un miraggio che porta spesso a drammatici fallimenti. Ne sono esempio vari catastrofici 'inquinamenti' del patrimonio genetico dei suini cinesi o del pollame indiano.
Come Dad-is vuol far capire con il suo sistema multilingue (disponibile su Internet o su Cd-rom) e' invece essenziale proteggere e sviluppare gli animali domestici locali: ben cinquemilatrecento specie che la sapienza e la pazienza dell'uomo e della natura hanno sviluppato nei secoli in centottanta paesi vicini e lontani: dalla ecora della Pomerania ai maiali croati di Turopolije, dai capi di maturu nel Camerun ai pony somali e giapponesi dagli zebu di Giava, dai bovini che furono portati dai conquistadores in Colombia e in Brasile.
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