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Allarme profughi/ Kosovo, l'Italia dichiara lo stato d'emergenza

Data: 27/03/1999 - Ora: 11:50
Categoria: Politica

Il Governo ha dichiarato lo stato d'emergenza in Puglia per l'allarme profughi. L'Italia si prepara dunque ad un eventuale eccezionale esodo delle popolazioni provenienti dalle zone di guerra dell'aerea balcanica, ovviamente dal Kosovo, ma non si escludono altre regioni. La conseguenza dello stato d’emergenza sarà la probabile nomina di un commissario ad hoc e la possibilità per il ministro dell’Interno di disporre senza intralci burocratici l’urbanizzazione di aree e il sequestro di roulottes e abitazioni, nonchè il sovvenzionamento del volontariato che contribuirà all’accoglienza. L’allarme preoccupa tutte le regioni adriatiche. Si teme l’arrivo di quarantamila profughi. Ma siamo preparati solo per venticinquemila. Il presidente della giunta pugliese, Salvatore Distaso, ha manifestato le sue "perplessità sulla ventilata nomina di un commissario straordinario per l'emergenza profughi da Kosovo". (FM)

È tutta da vedere - ha detto - la questione dei poteri, dei mezzi e delle risorse; si tratterebbe, comunque, di uno scavalcamento dell'appena istituito tavolo di concertazione di Palazzo Chigi sui problemi di frontiera della Puglia di fronte all'immigrazione clandestina".

Secondo Distaso: "I tantissimi che premono sulle nostre coste da oltre Adriatico dovrebbero essere fermati e soccorsi prima di prendere il mare, ma è il caso di prepararsi al peggio".

Secondo stime approssimative il Veneto potrebbe ospitare agevolmente almeno quindicimila rifugiati. Per la Caritas di Venezia, comunque, l'arrivo di profughi non avverrà fino a quando proseguiranno i bombardamenti ma scatterà immediatamente, si ritiene, all'annuncio della prima tregua, sia con l'attraversamento del Canale d'Otranto dall'Albania, sia, in misura maggiore, via terra lungo la costa della ex Jugoslavia.

Il presidente della regione Friuli, Roberto Antonione, lamenta la mancata risposta del governo alla richiesta di informazioni ed assicurazioni. "Nessuno, nemmeno un prefetto, ci ha contattato. Apprendiamo da fonti di terza mano - rileva Antonione - che i controlli ai confini sono stati rafforzati, che le nostre basi sono state prese, sentiamo parlare di emergenza profughi ma non sappiamo nulla di più". L’assessore Ciani assicura: "Siamo in grado di allestire tendopoli e fornire pranzi caldi a migliaia di persone in pochissime ore".

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