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Alimentazione/ Da oggi la "rosetta" europea

Data: 16/02/1999 - Ora: 18:34
Categoria: Cronaca

  Entra oggi in vigore il regolamento che adegua l'Italia alle norme di legge della comunità europea per quel che riguarda "la regolazione dei forni". Da oggi qualsiasi panettiere italiano potrà, a suo piacimento, inserire altri, disparati ingredienti all'impasto tradizionale del pane; acqua, lievito e farina. Con questa nuova euronormativa vengono quindi modificati alcuni tra gli articoli di legge italiana che pianificavano e tutelavano la produzione del pane e che ne definivano , addirittura , l'impasto, la cottura e la vendita Tutto questo naturalmente comporterà delle incomprensioni e dei fraintendimenti, soprattutto a livello fiscale, dato che, per i cosiddetti prodotti di panificazione si prevedeva e si prevede tuttora un'aliquota IVA più conveniente (4% anziché 10%) come beni di prima necessità, senza tener conto che un'altra brutta conseguenza potrebbe essere quella dell'aumento dei prezzi. (AC/MN)      

Da oggi il pane si potrà fare in mille modi. Come si deve considerare questa novità? Forse come una delle tante maledizioni del progresso cui abbiamo già assistito ai tempi della " mucca pazza". Diversa è la situazione dell'Italia rispetto a quella degli altri paesi europei. Infatti per noi, quella del pane, è una vera e propria tradizione e il rapporto che si instaura con il panettiere è un vero e proprio rapporto di fiducia .
Già la Francia si è trovata in una situazione analoga alla nostra parecchio tempo fa e le conseguenze sono state catastrofiche. In cinque anni chiusero più di un terzo dei forni per mancanza di clienti che cercavano il pane fresco e non quello precotto. A quel punto il governo francese varò due leggi che tutelavano rispettivamente il pane "nazionale" e quello prodotto dalle aziende nella regione. Un altro paragone si può fare con la Germania per quanto riguarda la birra, che dopo quasi mezzo millennio di integrità (acqua, malto, luppolo) ha ceduto il posto a tutte le bionde, le rosse, corrette, aromatizzate e analcoliche. Non è difficile capire che per l'Italia ci vorrebbero normative e provvedimenti simili a quelle francesi per salvaguardare le tradizioni e non solo. Spariranno infatti anche le suddivisioni dei pani per categorie. I " pani speciali" , ossia quelli con uvetta fichi, olive, anice origano etc, e che ora potranno essere al salmone o al tartufo, rientrano da oggi anch'essi in quella categoria di beni di prima necessità che prevede un'aliquota Iva agevolata. Ci si potrebbe a questo punto trovare in una situazione paradossale che corrisponde alla caduta della qualità e all'aumento dei prezzi. Unico lato positivo della faccenda consiste nella maggiore circolazione che adesso potrebbe avere il pane italiano in Europa .Ma un dubbio persiste, soprattutto adesso, alla luce di tutti gli esperimenti di manipolazione genetica sull'alimentazione: se tutto può diventare pane come si farà a distinguere quello vero?

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