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Aids/ Nel 2000 pronto il vaccino "made in Italy"

Data: 16/12/1998 - Ora: 11:07
Categoria: Politica

Non è tossico, non comporta effetti collaterali e ha bloccato in modo totale l'infezione da virus HIV nelle scimmie sane cui è stato somministrato in modo preventivo. E' il vaccino ''antiTAT proteico'' contro l'AIDS che un gruppo di ricercatori italiani, guidati dalla dottoressa Barbara Ensoli dell'Istituto Superiore di Sanità sta mettendo a punto da quattro anni a questa parte e che si avvia ad essere sperimentato sull'uomo. Una ricerca fatta con quattro soldi, poco più di tre miliardi fino a oggi, ma talmente promettente da attirare l'attenzione del Centro internazionale diretto in Francia da Luc Montagnier, lo scopritore del virus HIV, che ha chiesto l'avvio di una collaborazione al progetto. Il principio è quello di immettere nel soggetto, in dosi controllate, una proteina, la TAT, che viene prodotta subito dopo il contagio del virus in abbinamento con il segmento del DNA che produce la proteina stessa. Questo determina una reazione dell'organismo che avvia una forte produzione di anticorpi contro la TAT, riuscendo, come hanno evidenziato gli studi sugli animali, a bloccare del tutto la replicazione del virus. (MN)

Il futuro della sperimentazione adesso è nei risultati che si riusciranno a ottenere nell'uomo. ''In capo a un anno - ha spiegato la dottoressa Ensoli - contiamo di avviare la sperimentazione di Fase 1, volta, cioè, a verificare la tossicità del prodotto su volontari, una cinquantina, che saranno sia sieropositivi che sieronegativi''. In seguito si passerà alla sperimentazione di Fase 2 che valuterà tossicità e sicurezza su centinia di volontari. Quindi la Fase 3 per valutare l'efficacia del farmaco su migliaia di volontari. Infine la Fase 4 per verificare la ''fattibilita''', valutare, cioe', le modalita' per portare il vaccino alla gente, possibilmente a costi accessibili.
Secondo la scienziata, comunque, i tempi non sono brevi. ''Ci vorranno almeno 5 o 6 anni - spiega - sempre che i risultati avuti sulle scimmie vengano confermati sull'uomo''. La nota dolente sono i fondi: ''Finora abbiamo avuto circa tre miliardi. Altri tre sono in arrivo, ma si tratta comunque di cifre irrisorie se si pensa che per portare avanti, senza sprechi un progetto come questo servirebbero almeno 10 miliardi. Se poi volessimo lavorare 'all'americana' ce ne vorrebbero 30 o 40. Cifre alte, certo, ma che ci permetterebbero di chiedere a molti altri scienziati di venire a partecipare agli studi''.

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