Questo portale non gestisce cookie di profilazione, ma utilizza cookie tecnici per autenticazioni, navigazione ed altre funzioni. Navigando, si accetta di ricevere cookie sul proprio dispositivo. Visualizza l'informativa estesa.
Data: 10/01/2001 - Ora: 11:15
Categoria:
Economia
C’è una via che porta a Est che è già nelle cose: la
nuova aerostazione di Bari che prende forma, e la vocazione da terminal che sta
assumendo lo scalo di Brindisi. Questo si muove dietro gli scali pugliesi. Un
«movimento» che fa paura ai colossi italiani ma non a quelli stranieri. «Se la Seap
finisce nelle mani di milanesi e romani, per noi è la fine» si lascia sfuggire un
esponente di centrodestra, che sembra abbia colto il senso del suggerimento
che la «SE&E international» ha consegnato alla Regione Puglia in vista della
privatizzazione: chi acquisterà la Seap deve avere interessi nel settore
aeroportuale almeno a mille chilometri di distanza da Bari o da Brindisi. E con
queste premesse ad escludendum, è bene che nella Seap che verrà non si parli
italiano. «Le società estere interessate alla Seap e alla Puglia più in generale
come ponte verso i nuovi mercati del versante orientale non mancano»
assicurano in via Capruzzi. «Si tratta di società inglesi e danesi», aggiungono. E
tra le inglesi sembrerebbe spuntare quella British Airways che tempo fa oppose
un anglossassone «no, grazie» alla possibilità di rilevare il nuovo «gioiellino» della
Regione ma che oggi potrebbe essere allettata dal nuovo scenario
geoeconomico e dalla rivalutata posizione strategica degli scali pugliesi. Che
vanno a gonfie vele, a leggere i bilanci sul traffico del 2000.
«Possiamo dirci soddisfatti – dice il vice presidente della Seap, Gualtiero Gualtieri
– perché, di pari passo con il potenziamento della società e dei servizi che questa
offre, cresce anche la domanda di trasporto in Puglia. I pugliesi dimostrano di
essersi abituati a spostarsi in aereo e questo sicuramente colma il gap con il resto
d’Italia e d’Europa, rispetto cui, la nostra regione si trovava in condizione di forte
perifericità».
«La crescita degli scali pugliesi – dice il vice presidente della Seap Gualtieri – è
dimostrata dai numerosi segnali di attenzione che registriamo anche da parte di
operatori internazionali, circa la questione privatizzazione». Sarebbero infatti
diversi i soggetti interessati all’affare. Fra questi, investitori internazionali, che non
operano nel campo aeroportuale, e compagnie e società che si occupano invece
di servizi e infrastrutturazioni aeroportuali e che svolgono l’attività in scali
d’importanza mondiale. Sui nomi, massimo riserbo. «Anche le stesse compagnie
aeree dimostrano interesse – conferma Gualtieri – La Gandalf, ma anche la
Meridiana che sta cercando operatori locali con cui costituire un network o meglio
una società mista per dividere il rischio sulla creazione di nuove tratte
interregionali».
Data: 26/03/2014
Ruolo, organizzazione e obiettivi dell’olivicoltura pugliese
Data: 11/02/2013
"Italia 0832" e "L’inadempimento della Pubblica Amministrazione"
Data: 25/11/2025
ICT DAY 2025 2.0. Opportunità di lavoro nel settore ICT in Salento
Data: 19/11/2025
Torna l'appuntamento con "Olio di famiglia" di Copagri
di Maria Nocera
Sede amministrativa:
Via 95° Rgt. Fanteria, 70
73100 Lecce
Tel. 0832 34 40 41
Fax 0832 34 02 28
info@sudnews.tv
Editore: ClioCom
Testata giornalistica
Reg. Tribunale di Lecce
31 Agosto 1995 n. 617
ClioCom © 2025
Clio S.r.l. Lecce
Tutti i diritti riservati