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Acqua, Legambiente, nel mondo e' poca e avvelenata

Data: 20/03/2000 - Ora: 12:09
Categoria: Politica

In 29 Paesi del mondo meno del 65% della popolazione ha accesso all'acqua potabile. In Papua Nuova Guinea solo il 28% della popolazione ha accesso ad acqua potabile, mentre la percentuale scende al 27% in Zambia, al 25% in Etiopia e al 22% in Burkina Faso. Venti Paesi dispongono di meno di 1000 metri cubi di acqua pro capite, mentre la media mondiale si aggira sui 7000 metri cubi. Ma solo nel 1950 questa media era di 17mila metri cubi pro capite l'anno. Sono le cifre allarmanti diffuse da Legambiente in un Rapporto reso pubblico in concomitanza con il Forum mondiale sull'acqua, apertosi all'Aja. ''La disponibilita' di acqua pura - spiegano gli ambientalisti - e' stata finalmente riconosciuta come la questione probabilmente piu' importante fra quelle che metteranno in crisi la sicurezza dell'umanita'''. E secondo l'ONU le prossime guerre si combatteranno per il controllo delle falde acquifere. Il disastro siccita' sembra fatto, ormai, anche se nei Paesi industrializzati non se ne risente, almeno per il momento. Nel resto del mondo, pero', almeno un miliardi e duecentomila persone non sanno neppure cosa sia l'acqua potabile e ottanta Paesi del mondo non hanno acqua a sufficienza. Spiega Legambiente: ''Il 97% di tutta l'acqua presente sul pianeta si trova nelle falde acquifere, ma con l'attivita' portata avanti da anni sono state rilevate aanche nelle falde notevoli quantita' di sostanze inquinanti. Cosa particolarmente grave dal momento che il tempo medio di riciclo di una falda e' di 1.400 anni. E una volta che agenti tossici e radioattivi sono penetrati nel sottosuolo, l'inquinamento e' spesso irreversibile''. In Italia la fonte principale di inquinamento delle falde e' data dall'uso di pesticidi. Ma il nostro Paese soffre anche di altri problemi: ben il 34,6% degli abitanti ha una disponibilita' insufficiente di acqua. La media nazionale di dispersione in rete delle acque addotte e' di circa il 29%, ma esistono primati negativi come quello del Molise, dove la percentuale supera ben il 40%. Ancora una volta in Italia, emerge il divario fra nord e sud. E se il quadro dell'approvvigionamento idrico vede nel nord l'8,5% dei cittadini soffrire di una disponibilita' di acqua insufficiente, la percentuale sale al 18% al centro, al 78% al sud e al 55% nelle isole. Le regioni con maggiore disagio idrico sono la Calabria e il Molise dove si registra la piu' alta percentuale di cittadini con acqua insufficiente ai bisogni primari: oltre l'80% della popolazione, infatti, vede uscire dai prorpi rubinetti un numero di litri inferiore alla norma. (MN)

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