In 29 Paesi del mondo meno del 65% della popolazione ha
accesso all'acqua potabile. In Papua Nuova Guinea solo il 28% della popolazione ha
accesso ad acqua potabile, mentre la percentuale scende al 27% in Zambia, al 25%
in Etiopia e al 22% in Burkina Faso. Venti Paesi dispongono di meno di 1000 metri
cubi di acqua pro capite, mentre la media mondiale si aggira sui 7000 metri cubi. Ma
solo nel 1950 questa media era di 17mila metri cubi pro capite l'anno. Sono le cifre
allarmanti diffuse da Legambiente in un Rapporto reso pubblico in concomitanza con
il Forum mondiale sull'acqua, apertosi all'Aja. ''La disponibilita' di acqua pura -
spiegano gli ambientalisti - e' stata finalmente riconosciuta come la questione
probabilmente piu' importante fra quelle che metteranno in crisi la sicurezza
dell'umanita'''. E secondo l'ONU le prossime guerre si combatteranno per il controllo
delle falde acquifere. Il disastro siccita' sembra fatto, ormai, anche se nei Paesi
industrializzati non se ne risente, almeno per il momento. Nel resto del mondo, pero',
almeno un miliardi e duecentomila persone non sanno neppure cosa sia l'acqua
potabile e ottanta Paesi del mondo non hanno acqua a sufficienza. Spiega
Legambiente: ''Il 97% di tutta l'acqua presente sul pianeta si trova nelle falde
acquifere, ma con l'attivita' portata avanti da anni sono state rilevate aanche nelle
falde notevoli quantita' di sostanze inquinanti. Cosa particolarmente grave dal
momento che il tempo medio di riciclo di una falda e' di 1.400 anni. E una volta che
agenti tossici e radioattivi sono penetrati nel sottosuolo, l'inquinamento e' spesso
irreversibile''. In Italia la fonte principale di inquinamento delle falde e' data dall'uso di
pesticidi. Ma il nostro Paese soffre anche di altri problemi: ben il 34,6% degli abitanti
ha una disponibilita' insufficiente di acqua. La media nazionale di dispersione in rete
delle acque addotte e' di circa il 29%, ma esistono primati negativi come quello del
Molise, dove la percentuale supera ben il 40%. Ancora una volta in Italia, emerge il
divario fra nord e sud. E se il quadro dell'approvvigionamento idrico vede nel nord
l'8,5% dei cittadini soffrire di una disponibilita' di acqua insufficiente, la percentuale
sale al 18% al centro, al 78% al sud e al 55% nelle isole. Le regioni con maggiore
disagio idrico sono la Calabria e il Molise dove si registra la piu' alta percentuale di
cittadini con acqua insufficiente ai bisogni primari: oltre l'80% della popolazione,
infatti, vede uscire dai prorpi rubinetti un numero di litri inferiore alla norma. (MN)