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Data: 29/06/1998 - Ora: 16:36
Categoria:
Politica
Si svolge dal 27 giugno al 3 luglio la
"XII Conferenza
internazionale sull'Aids" in programma a Ginevra, il cui
slogan, nonchè obiettivo perseguito, è racchiuso dalla frase
"Bridging the gap", che significa "colmando la lacuna". La
"lacuna" è quella tra Nord e Sud del mondo: nel
primo, si
contano meno malati ma ci sono a disposizione migliori cure
e farmaci; nel secondo risiedono la maggior parte dei malati
con farmaci e cure scarsamente disponibili. Una differenza
drammatica se si pensa che solo nell'Africa sub-sahariana le
persone già malate di Aids o siero-positive sono ventuno milioni
contro gli ottocentocinquantamila, ad esempio, dell'America
del Nord. 5,8 milioni di persone sono i malati dell'Asia del Sud
e del Sud Est contro i quattrocentottantamila
dell'Europa occidentale. (FM)
Non a caso, il presidente della Conferenza, Bernard Hirschel, nel suo messaggio, ha sottolineato che lo scopo del congresso è di consentire a scienziati di tutto il mondo di confrontarsi e di riferire sulle loro scoperte, ma soprattutto quello di richiamare l'attenzione e lo sforzo dei governi nel colmare quella lacuna. Cardine di questa strategia sarà l'informazione: i giornalisti accreditati sono all'incirca 800, ma la 'parte del leone' la farà Internet. Per la prima volta, assicurano gli organizzatori, il programma del Congresso sara' su un sito dedicato nel quale oltre ai programmi, alle conferenze, ai poster, alle manifestazioni correlate, agli interventi, si potrà vedere in diretta lo svolgimento di alcune sessioni. Un sito dinamico che dovrebbe permettere, al di fuori di Ginevra, la più grande pubblicità ad un avvenimento mondiale. Il 'Circo dell'Aids' - come è stato definito il congresso - ospiterà circa 12.000 partecipanti, in maggior parte dal Sud del mondo. Se Vancouver, nel '96, si chiuse con un invito all'ottimismo poichè, si disse, era stata superata la linea tra disperazione e speranza, Ginevra dovrà ora confermare se quella speranza ha fatto un ulteriore passo in avanti. Certo è che le ultime terapie basate sull'associazione di farmaci diversi, hanno dato notevoli risultati, ma è dalla fotografia di come il virus attacca le cellule, realizzata poco prima del congresso, che potrebbero derivare grandi novità. Più di 11 mila delegati di 136 paesi sono attesi a Ginevra per partecipare al dodicesimo Congresso mondiale sull'aids, in programma da domenica prossima al 3 luglio.
"Aspettiamo 11.275 partecipanti, di cui 8.523 provengono dal Nord e 2.740 dal Sud del pianeta", ha precisato Conchita Samoff, del segretariato del Congresso. I giornalisti accreditati sono 800, dei quali 722 del Nord ed 88 dal Sud. Sono annunciati 5 mila interventi (2.955 da parte di esperti del Nord e 2.045 del Sud), di cui 500 orali. E' inoltre annunciata la presenza di ministri, capi di Stato e artisti di fama mondiale, ma per ragioni di sicurezza i nomi non sono stati resi noti.
Cinque sedute plenarie permetteranno ai ricercatori di fare il punto sui problemi della prevenzione, lo sviluppo dell'epidemia, le nuove terapie trattamenti, i diritti della persona ed i progressi biomedici. In margine ai lavori del Congresso, più di 50 organizzazioni (multinazionali farmaceutiche, organi scientifici, associazioni, eccetera) hanno annunciato riunioni ed incontri paralleli. Infine, attori di tutto il mondo organizzeranno ogni giorno al 'Palexpo' di Ginevra - dove si svolge il Congresso - rappresentazioni su temi legati all'epidemia.
L'aids nel mondo
Su scala planetaria, l'Aids/Hiv è tra le prime dieci cause di mortalità e potrebbe presto entrare nella triste classifica delle prime cinque: il numero totale di sieropositivi e malati di aids ha superato la soglia dei 30 milioni all'inizio del 1998. Dallo scoppio dell'epidemia alla fine degli anni '70 - secondo le stime dell'ultimo rapporto pubblicato a Ginevra dall'Unaids (Programma congiunto dell'Onu sull'Hiv-Aids) e dall'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità), un totale di 11,7 milioni di persone sono morte, di cui 2,3 milioni l'anno scorso. Questi decessi - tra i quali quelli di 2,7 milioni di bambini - non sono gli ultimi: il virus dell'immunodeficienza acquisita (Hiv) continua a guadagnare terreno con 16.000 nuove infezioni al giorno. "Dobbiamo essere realisti ed ammettere che l'epidemia di Aids è una realtà che resterà con noi ancora a lungo", ha detto il direttore esecutivo di Unaids, Peter Piot.
Il rapporto contiene tuttavia alcune buone notizie: in alcune regioni gli sforzi della prevenzione cominciano a dare i primi frutti e la diffusione del virus si stabilizza o regredisce: è il caso di molti paesi industrializzati- nell'Europa occidentale il numero dei nuovi casi di Aids è sceso del 38% dai 23.954 del 1995 a 14.874 nel 1997 - ma anche di alcuni paesi in via di sviluppo (Pvs): in Uganda e Thailandia tassi di infezione sono stati notevolmente ridotti. Inoltre, nelle regioni del mondo dove le nuove terapie sono accessibili, come l'Europa occidentale, il tasso di decesso è in diminuzione. ''Ma queste buone notizie sono oscurate dal fatto, tragico, che il virus continua a guadagnare terreno'', ha detto Piot. Mentre il numero di decessi è in calo nei paesi ricchi aumenta nei paesi poveri. "Per nove persone su dieci colpite dall'Hiv, il principale problema è l'accesso ai trattamenti" ha detto Piot e non solo agli antiretrovirali e alle nuove terapie, ma anche alle cure per le principali complicanze dell'Aids. I paesi dell'Africa subsahariana registrano la situazione più grave con 21 milioni di persone colpite dall'Hiv. In Asia, America latina e Europa orientale, anche se i tassi registrati a livello nazionale sono ancora bassi, molti paesi hanno osservato un raddoppio o una triplicazione del numero di infezioni dal 1994. In Botswana e Zimbabwe, un adulto su quattro è infettato, un record mondiale. In alcune regioni dell'Europa dell'est e dell'ex Unione Sovietica il numero di casi di infezioni è moltiplicato per sei negli ultimi anni. Anche in Asia, dove vive metà della popolazione mondiale, il virus è arrivato tardi ma si è propagato rapidamente.
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