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Data: 27/02/2026 - Ora: 12:15
Categoria:
Cultura
Domenica 1 marzo II domenica di Quaresima
Per riuscire a ben comprendere il Vangelo di questa II domenica di Quaresima, che ci rende possibile di fissare il nostro
sguardo contemplativo sulla trasfigurazione di Gesù, dobbiamo ricordare che la Trinità è somma perfezione, gioia e Amore,
profondamente estranea alla relazione severa e seriosa tra le tre Persone. La trasfigurazione ci rende possibile immaginare
infatti che lo Spirito Santo, in modo imprevisto, abbia colmato della Sua presenza, l’Unigenito del Padre, così da farGli
coronare la sua esperienza di preghiera con i più intimi tra gli Apostoli: Pietro, Giacomo e Giovanni. Il volto radioso del
Trasfigurato, la leggerezza con cui Egli si eleva nella luce solare, il candore delle Sue vesti sublima questo "momento", degno
anticipo della Sua Resurrezione dai morti, necessario a che "i suoi" non si perdano d’animo, a causa della Passione e morte
ignominiosa del loro Maestro.
La meraviglia e il desiderio di prolungare la visione fanno dire a Pietro che "loro" avrebbero costruito in quel luogo tre tende:
una per Gesù, una per Mosè (che rappresenta la legge veterotestamentaria) e una per Elia (che rappresenta i profeti antichi) a
colloquio con Gesù, riguardo la Sua Pasqua imminente. Intanto, dal Cielo, si ode la voce del Padre che riconosce nel Cristo il
Suo Figlio Amato, da ascoltare, mentre una nube luminosa avvolge, con la Sua ombra, gli Apostoli, che, spaventati, cadono
faccia a terra. La brevissima esperienza viene interrotta dalla voce del Maestro, che li richiama alla realtà: la visione è finita, e
loro non devono parlarne con alcuno prima della Sua Resurrezione.
Il contatto con l’eternità, perché di questo si è trattato, vissuto dai tre Apostoli, cambierà profondamente la loro vita; dei tre,
infatti, Pietro e Giacomo moriranno martiri, per il Cristo, e Giovanni sarà l’Evangelista capace di rivelare la natura divina ai
cristiani di tutti i tempi.
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